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Di grandi misantropie, e misantropie molto piccole

C’è, nelle grandi misantropie, lasciando indeciso se l’eccesso di amore sia la chiave della misantropia, una zoofilia costante, drammatica e compensativa.
(Guido Ceronetti)

Nella galleria dei poeti e dei filosofi del passato che bestemmiarono la nostra specie con un cinismo feroce e bilioso («Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo» scrive l’amato Cioran ne L’inconveniente di essere nati) si trovano senz’altro alcune fra le sensibilità che abbiamo apprezzato di più, e che riesce piuttosto difficile non ascrivere alla categoria di coloro che, «per mancanza di oggetti adatti», non seppero dare altra espressione al loro amore che non fosse l’«odio per gli inetti a riceverlo» (Adorno). Kant, in una celebre pagina della Kritik der Urteilskraft, tenta addirittura un’apologia di questo genere di misantropia, «detta così molto impropriamente», delineandola come uno stato d’animo filantropico che, per effetto di «una lunga e triste esperienza», porta a ritrarsi dagli uomini, perché «tale è l’ardente desiderio che abbiamo di vederli migliori, che per non odiarli, perché amarli non si può, pare un piccolo sacrificio la rinunzia a tutti i piaceri sociali». Giudizi tanto severi e intransigenti sarebbero dunque una forma molto peculiare di legame col mondo, la più sentita e insieme sofferta: quella della polemica. Continua a leggere

Noi, mucche impazzite

L’allargarsi del deserto lo vedi anche da questo: in tanto vociferare, parlare tecnico, parlare d’euro, e perfino ridere, di mucche pazze – patologia di spavento – una parola di compassione per tali sventurati animali in sofferenza e martirio fin dalla pancia ruminante da cui sono tratti, non riesci a percepirla. L’allucinazione collettiva viene diretta e centrata sul «calo di vendite» del prodotto, sui «consumi alternativi». La pietà residua è riservata all’ebete – speranza del futuro – che mastica hamburger con la nuca esposta al martello del rock.

L’antropolatria resta il culto dominante e l’antropocentrismo la mappa fondamentale di un mondo di materia sensibile che ci subisce piangendo segretamente. Dappertutto, poi, il soggetto di tanta teorica venerazione è trattato dai suoi simili con documentato, incomparabile e ininterrotto sadismo. Continua a leggere

L’oca arrosto

Ghiottone e libidinoso fu il Conte Camillo Benso di Cavour, artefice e battezzatore di quella cosa superiore, attesa da secoli, che fu lo Stato Italiano Unitario. Regnanti i Savoia, prima e ultima dinastia del Regno d’Italia, come pochi sanno. Rataplan, era l’Inno Reale: bisognava alzarsi in piedi come per l’Elevazione dell’Ostia Santa… Mio Dio, quale passato!
Una sera il Conte, sbrigati in fretta gli affari di Stato, lavato e profumato, era a cena in casa della Contessa Castiglione, che conoscendolo bene lo ricevette completamente nuda, eccetto un paio di deliziose pantofole.
–  La cena è pronta? –  domandò inquieto il Conte.
La Contessa batté le mani e subito apparvero le zuppiere fumanti. Altre bellissime dame nude attendevano il Conte nella sala da pranzo, tutte parigine, qualcuna col famoso Collare di Venere bene in vista. Il Conte, invece, con quello dell’Annunziata.
–  Virginia, c’è l’oca? C’è il foie gras? –  Il Conte era impaziente. Toccava i seni di Virginia ma il suo pensiero fisso era l’oca arrosto, un piatto che adorava. Continua a leggere

Freakshow

apparso su Asinus Novus

È di qualche giorno fa la notizia della morte del piccolo Til, il coniglietto nato senza orecchie e destinato, in virtù della sua particolarità, a diventare l’attrazione principale dello zoo di Sassonia. A sole tre settimane di vita, l’animaletto era già riuscito a conquistarsi i favori del grande pubblico che, prima ancora della sua presentazione ufficiale alla stampa, inondava la rete di immagini e filmati che lo ritraevano in pose tenere e buffe, in un morboso infrollimento collettivo. Tale crescente curiosità non potrà però più essere soddisfatta: in occasione della presentazione in tv, Til è rimasto ucciso, calpestato inavvertitamente da un cameraman. Continua a leggere