Having a life altering illness, or being chronically ill, introduces you to a “whole new world”. People who deal with illness on a daily basis, have to reconfigure their entire life and how they live. Things are very, very different. It’s hard to explain, unless you live it. It’s like suddenly moving to a different country, all by yourself. Everything you once knew and were familiar with is gone in an instant. Everyone is speaking some (unknown to you) foreign language. You can communicate a little by universal signs and body language, but other than that, NO one can understand you, no matter how hard you try or how loud you scream. And that, is an extremely lonely feeling.

[…] However, there is a language, that no matter what you are going through, no matter how ‘broken’ you are, and regardless of how hopeless things seem, can be understood, spoken and easily picked up…
Kindness.

(whitneyhomer.blogspot.it)

Rondini sul filo

… il 1981 … successe allora… io non potevo saperlo…
l’anno della mia morte, l’ho scoperto undici anni
dopo … ora è un bel po’ che lo so, ne sto morendo di
nuovo, ma è nell’81 che sono morto davvero… a poco
a poco fino al gran giorno, il Giorno dei Morti… è così,
non sarà mai diverso da così…

Bellissima, purtroppo anche allora… veramente
anormale, vasti occhi egiziani circondati di ombra,
bovini, due occhiaie profonde, di una lutulenza cupolucida,
roba da streghe, tenebra e scintillio… una strega
burrosa… guardatura guazzosa mostosa, come la
Mazzafirra, da scioglier le entragne… personaggio
maestoso! fascino puro! Lo dico io che l’ho arrovesciata
come il collo di un’antica capretta… delibata lembo
a lembo, basta! Non fatemi dire di più, la materia è incivile…
mi esalto, trionfo… la scuoto la prostro, eppure
è sempre il delirio, mi placo mai, ci rinuncio… alla fine
è lei che trionfa, assurge imprendibile altissima… la
prendo più… mai, che l’ho presa… la diva! percorsi
obliqui, lampi della mente che lascian di stucco, associazioni
sue strane, segrete… voli potenti vi dico, di
un’eleganza poi! certi guizzi, le ellissi! suadente come
seguisse una musica che sente lei sola, esperienza
inquietante ascoltarla, quasi le sue parole avessero
dita che ti frugano il cuore… prima un solletichino bello,
grazioso… poi certe lame! che non hai scampo! che
diventi un Francis Bacon! che ha ragione lei! sempre!
la gran filosofessa! mica poco triste sta donna, malinconica
molto, sempre in comunione con le altitudini…
gliela dettano le altitudini la sua malinconia iridescente,
le angelelle dorate gli zefiri rosa… bella quando è
così dolente, ispirata… la nobilissima virgo vestale!
che allora puoi fare il confronto fra l’epidermide che ti
è data in sorte e tutti i Misteri che si tiene per sé, allora
soltanto! allora ch’è un’Altra! che ti senti un lombrico
da tanto volteggia leggera, si libra… creatura affatata,
esistita da sempre… vede tutto sa tutto … antica,
anteriore… futura… poter salire con lei, un pochino,
alleggerire la mia vita dannata… mi guarda come fossi
lontanissimo e momentaneo, mi sorride presaga…
chissà a cosa pensa… chissà chi è… altre volte si
intorbida, le si vela lo sguardo, le iridi brulicanti di omini
che corrono, sembra gente che urla… mica uno
spettacolo che si può osservare a lungo, solo qualche
attimo, così per gentil concessione, tanto per spaventarti
un po’… che uno si faccia un’idea, nel caso sgarrasse…
una strizza vi dico, ma anche una voluttà, è
così, l’idea di conglobarsi un demone, di sollazzarsi
con la diavolessa… la strega-strega! la ex-fata, Persefone-
Luna! oscenissima casta! la Mazzafirra! pozzi
pieni di nuvole, arcobaleni di tenebre! sa le cose dell’Oltre,
la loro infausta dolcezza… parla coi morti… Continua a leggere

Banksy: quello specista!

Il plauso che la recente, felice trovata di Banksy ha ottenuto presso diverse realtà animaliste e antispeciste ha come suo contraltare la severa disapprovazione di una parte della comunità vegan, che alle numerose lodi nei confronti di quest’iniziativa “contro la macellazione” ha replicato con una repentina presa di distanza dall’artista (e indirettamente da chi considera la sua “arte”), ricordando a tutti quanti che in passato il nostro non si astenne dal pitturare animali vivi, esibendo con ciò tutto il suo specismo.

Chi ha ragione? Nessuno, credo. Vediamo perché.

Innazitutto, salta subito all’occhio come entrambi i contendenti siano interamente concentrati sull’artista-uomo Banksy anziché sulla sua opera, generando così il tragicomico cortocircuito per cui ora, prima di alzarci in piedi ad applaudire, abbiamo urgenza di sapere chi ha architettato quella performance che pure istintivamente suscita tutta la nostra approvazione.
L’impostazione moral-proselitistica è talmente radicata e diffusa (talvolta a livello inconsapevole) nel mondo animalista, da inglobare anche l’esterno con modalità di tipo proiettivo. Tutto viene letto attraverso la lente attraverso cui noi guardiamo alla realtà, anche se evidentemente il nostro non è l’unico sguardo possibile. Banksy sta davvero protestando contro la macellazione? Per quanto mi piaccia pensarlo, io dubito che possiamo spingerci così oltre. Quello che gli interessa fare come artista, è prima di tutto portare alle loro estreme conseguenze le contraddizioni della società in cui viviamo, fino a materializzarle davanti ai nostri occhi: che non possono più rifiutarsi di vederle. Continua a leggere

Lode ai pupazzi di Banksy, che ci insegnano il valore della distanza

apparso su Asinus Novus

Per studiar minuziosamente un grottesco, per prolungar freddamente un’ironia, bisogna avere un sentimento continuo di tristezza e di collera
(L. Pirandello)



Brooklyn, 11/10/2013. Urla, mugolii, lamenti. Pianti disperati e richieste di giustizia («Per di più, crediamo che i suoni e le strida che gli animali emettono siano voci inarticolate, e non piuttosto preghiere, suppliche e richieste di giustizia», Plutarco). Un camion di bestie dirette al mattatoio si aggira per le strade di New York City: scene di ordinaria violenza, lampante e disconosciuta come sempre. Se non fosse che i musi che fanno capolino tra le fessure strette dei rimorchi sono di animali peluche (mucche, maiali, galline, pecore di peluche).

L’azione dell’artista anonimo Banksy è un autentico gioiello di umorismo, esente da ogni intento pedagogico e perciò tanto più efficace. Qualcuno insiste già sulla trovata pubblicitaria: tanto probabile quanto ininfluente. Non si ride su queste cose, tuona qualcun altro. Oh, si ride eccome, invece. Si ride per quel che Pirandello definiva «sentimento del contrario»: gli animaletti di pupazzo che chiamiamo «coi più teneri nomi ed insensati» (A. M. Carpi) e stringiamo tra le braccia durante tutta la nostra infanzia (e oltre? Cosa sono i nostri pets se non peluches in carne ed ossa?), non finiscono macellati. No, loro no, in effetti; e qui l’umorista porta a termine il suo compito. Senza dita puntate, senza immagini truculente e senza frasi collaudate che non impressionano più nessuno: ma lo assuefanno.

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Corpo celeste

Penso talora a Laika, la cagnetta che fu mandata, dicono, nello Spazio Esterno (definizione di Milton per gli abissi senza speranza che circondano l’Universo), e che forse avrà chiamato infinitamente gli umani. Vorrei gridare: Laika! Siamo qui! Ti amiamo! Torna indietro, Laika!

(Anna Maria Ortese)

Alfonso Berardinelli su Amelia Rosselli

Perdonatemi, perdonatemi, perdonatemi

Perdonatemi perdonatemi perdonatemi
vi amo, vi avrei amato, vi amo
ho per voi l’amore più sorpreso
più sorpreso che si possa immaginare.

Vi amo vi venero e vi riverisco
vi ricerco in tutte le pinete
vi ritrovo in ogni cantuccio
ed è vostra la vita che ho perso.

Perdendola vi ho compreso perdendola
vi ho sorpresi perdendola vi
ritrovo! L’altro lato della pineta
era così buio! solitario! rovinoso!

Essere come voi non è così facile;
sembra ma non lo è sembra
cosa tanto facile essere con voi ma
cosa tanto facile non è.

Vi amo vi amo vi amo
sono caduta nella rete del male
ho le mani sporcate d’inchiostro
per amarvi nel male.

Cristo non ebbe così facile disegno
nella mente tesa al disinganno
Cristo ebbe con sé la spada e la guaina
io non ebbi alcuna sorpresa.

Candore non v’è nei vostri occhi
benevolenza era tanto rara
scambiando pugni col mio maestro
ma v’avrei trovati.

Vi amo? Vi amerei? Tante cose
nel cielo e nel prato ricordano
amore che fugge, che scappa
dietro le case.

Dietro ogni facciata vedere quel
che mai avrei voluto sapere; dietro
ogni facciata vedere
quel che oggi non v’è.

(Amelia Rosselli)