Annullamento della conferenza sulla sperimentazione animale in Statale: vediamoci chiaro

Sono iscritta all’Università degli studi di Milano, e sono molto affezionata alla sede di Via Festa del Perdono: checché se ne dica, un luogo maestoso e magnifico. Appena appreso, in data martedì 14 maggio 2013 dal blog di Oltre la specie, che la Statale avrebbe ospitato un dibattito sulla sperimentazione animale, sono stata presa da un moto di autentico entusiasmo: finalmente in accademia – nella mia accademia – si sarebbe discusso di animali e della liceità delle pratiche a cui sono sottoposti.
Fino a che, venerdì 17, scopro che l’evento è stato annullato, causa ritiro della disponibilità da parte dei relatori pro-SA. Spazientita, cerco sulle pagine facebook di Fermare Green Hill e Pro-Test Italia una spiegazione convincente dell’accaduto, ma non la trovo. Almeno fino a sera, quando Pro-Test Italia rende pubblico il seguente comunicato:

Il 29 Aprile di quest’anno Pro-Test Italia ha ricevuto via mail l’invito da parte del professor Sandro Zucchi, dell’Università statale di Milano, a intervenire con un proprio rappresentante in un dibattito sul tema della sperimentazione animale da svolgersi Lunedì 20 Maggio, cui avrebbero partecipato anche un altro esponente favorevole e due oppositori.
Ciò che è diventato chiaro solo tre giorni fa è che uno di questi oppositori della sperimentazione animale sarebbe stato tale Lorenzo Lo Prete, uno degli “attivisti” che hanno perpetrato fisicamente proprio quegli atti di vandalismo nei confronti dell’Università di Milano contro cui noi abbiamo veementemente protestato. Fintanto che le leggi italiane non saranno radicalmente cambiate, questo significa che Lorenzo Lo Prete sarà chiamato davanti a un tribunale a rispondere di illeciti penali proprio contro l’università in cui vorrebbe essere ospitato.
I relatori pro sperimentazione animale invitati hanno sollevato forti perplessità riguardo alla presenza di un personaggio come Lo Prete in veste di invitato e relatore proprio presso la statale di Milano, soprattutto visto e considerato che il suo nome è stato tirato fuori da Zucchi solo dopo che l’evento era già stato concordato. Zucchi dal canto suo si è rivelato del tutto impervio a tali obiezioni, e contrariamente a quanto alcune voci affermano, non abbiamo ricevuto nessuna controproposta sulla possibilità di sostituire Lo Prete con un altro relatore. In conseguenza di ciò i relatori pro sperimentazione animale hanno ritenuto che in quella sede fossero venute meno le condizioni per un confronto sereno sul tema della sperimentazione animale, che avrebbe invece rischiato di trasformarsi in una legittimazione degli atti vandalici operati dagli attivisti del gruppo Fermare Green Hill (i quali per quanto ci riguarda restano moralmente e legalmente degli interlocutori squalificati).
Fermo resta che saremmo disposti a discutere con qualunque interlocutore che non risulti coinvolto all’azione vandalica contro il dipartimento di farmacologia; o perfino con lo stesso Lo Prete, ma non in una sede, come l’Università di Milano, che possa dare adito al sospetto di una legittimazione morale o accademica del personaggio.

Daria Giovannoni

Oibò – penso – questo Zucchi, che mariuolo! Pareva un professore così serio e disciplinato, e invece è un tale gaglioffo, capace di tendere un tranello agli impavidi Pro-Testers, che pòretti non sapevano – se non a tre giorni dal dibattito – avrebbero dovuto incontrare Lorenzo Loprete delinquente: in persona.

Rispettosi della legge come delle istituzioni, i nostri avrebbero dunque per questo stesso motivo declinato l’invito con tanto colpevole ritardo, riservandosi eventualmente di discutere con tale figuro in una sede altra dall’Università Italiana. Il problema di Loprete, difatti, non è certo il suo cognome – benché a nessuno sia in effetti ancora chiaro come diavolo si scriva: Lo Prete o Loprete? – , non è la sua barba scura che lo rassomiglia all’uomo nero, non è il suo mangiar tuberi e nemmeno il suo sussurrare ai ratti: è il suo coinvolgimento nei fatti criminosi di sabato 20 aprile.

L’abbiezione dello Zucchi mi è a questo punto manifesta, tanto che son tentata di unirmi al coro di quelli che gli danno del “talebano” su facebook, incalzati in qualche modo da Mr. DrP, che fa presente a una ghenga di incalliti anti-animalisti il professore osi addirittura proporre i testi di Peter Singer a lezione:

zucchitalebano

Poi mi fermo a riflettere. Dunque i Pro-Testers hanno scavalcato un ordinario della Statale, decidendo per noi tutti chi può o non può entrare in Accademia? Dunque non gli basta tutelare la ricerca, devono tutelare pure l’Università? Mi indispettisco: io, iscritta alla Statale: a differenza loro. E cresco nel sospetto non sia tutto così limpido.

Lunedì mattina, sulla sua homepage, Sandro Zucchi annuncia lapidariamente l’annullamento del dibattito, riprende parte del comunicato di Pro-Test Italia e aggiunge:

Quello che il comunicato di Pro-test Italia non dice è che il messaggio di invito da loro ricevuto parlava fin dall’inizio di “un dibattito con gli animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia”.

Ovvero, se Zucchi dice il vero, il comunicato di Pro-Test Italia non è sincero: vi si sostiene di essere stati tenuti all’oscuro della presenza di uno degli animalisti che hanno occupato abusivamente la Facoltà di Farmacologia, quando già nell’invito si faceva esplicito riferimento a questa circostanza.

Mi butto sulla pagina facebook di Pro-Test Italia, posto la nota di Zucchi sotto al commento di un ragazzo che si chiama Davide e attendo compostamente delucidazioni. Nel frattanto, un utente particolarmente molesto mi dà abbastanza gratuitamente della “bamboccia disneyana”: io penso che è solo un ciccione e lo ignoro.

Finalmente arrivano:
dario

Notare: non affermano quanto riportato da Zucchi sia falso. Al che, esterrefatta davanti a un tale sfacciato appello alle emozioni su una pagina di sedicenti “razionalisti”, domando se il loro (presunto) fraintendimento del franco invito del prof. Zucchi («un dibattito con gli animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia») li abbia fatti sentire legittimati a compilare un comunicato non esattamente veritiero. Esso avrebbe potuto (dovuto?), se mai, fare riferimento a un grossolano misunderstanding (non certo dovuto Zucchi) e magari scusarsene, non instillare un po’ obliquamente il dubbio che gli ingnari Pro-Testers siano stati vittima di un tentato raggiro.

dario1-2

È possibile ingannare senza apertamente mentire, e in effetti l’intero comunicato di Pro-Test Italia è giocato su una sottigliezza che finisce volutamente per fuorviare il lettore: non era noto l’animalista che sarebbe intervenuto nel dibattito fosse Loprete, e questo è vero, ma era perfettamente noto – perché scritto a chiare lettere già nell’invito – che gli interlocutori dei Pro-Testers sarebbero stati gli «animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia»: proprio loro, i rei confessi. Cosa c’era di poco trasparente? Se invece del barbuto Loprete ci fosse stata una delle ragazze coinvolte nel blitz – una delle non barbute – sarebbe cambiato qualcosa? No. E questo basta a mostrare tutta la povertà dell'”argomento” di Dario.

Ma è interessante che Alberto fornisca una versione dei fatti non così aderente a quella espressa nel comunicato (e ribadita contro ogni evidenza da Dario):

alberto

Ora sembra che i Pro-Testers non avessero completamente equivocato le parole di Zucchi: semplicemente, non immaginavano il professore potesse avere preso questa decisione senza consultare «tutti i relatori» (ma, a parte Alberto stesso, ne rimane uno solo: Alessandro Papale) e il rettore. Solo che a questo punto si impone più che mai lecito un dubbio: non sarà che l’altro relatore e il rettore stesso, sulla presenza degli «animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia», sono stati tenuti all’oscuro tanto quanto Pro-Test Italia, ovvero per niente?

Per quanto mi riguarda, su questa faccenda Pro-Test Italia rimane una fonte assolutamente non attendibile e, più scorro con gli occhi quel travestito d’un comunicato, più mi chiedo che senso abbia il cumulo di non-detti e mezze-verità che sta dietro alle scuse addotte dai membri dell’associazione.

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23 risposte a “Annullamento della conferenza sulla sperimentazione animale in Statale: vediamoci chiaro

  1. Grande Serena.
    Da quello che dicono i Pro-Testers questo prof. Zucchi (sarà mica veg, con quel nome lì?!? Che scandalo!) dev’essere veramente un pessimo 😀 Potrei conoscerlo?

    • Grazie, Ale 🙂
      Io, a dire la verità, non lo conosco personalmente, né ho mai sostenuto un esame con lui, perché è un analitico tutto d’un pezzo e io, si sa, amo le sbrodolate continentali. Però, a ‘sto punto, potremmo quasi invitarlo a prendere un caffé…

  2. L’iterazione e l’insistenza del termine “criminale” e la volontà di non voler essere contaminati da questa figura di appestato sociale mi fa pensare al peggio di Lombroso e al meglio di “Sorvegliare e punire” di Foucault.

  3. è facile dare del criminale quando si ha il coltello dalla parte del manico, non necessariamente essendo nel giusto. Liberare un Negro in America era reato chi lo faceva era un criminale…. A buon intenditore. Quindi a tutti i pro sperimentazione animale, F U

  4. Ho avuto modo di parlare con Zucchi: non solo lui conferma di aver esplicitato fin dalla prima mail il coinvolgimento (riporto letteralmente) “degli attivisti di Fermare Green Hill che hanno fatto irruzione nello stabulario di farmacologia”, ma avrebbe salvato la conversazione stessa come prova per poterlo dimostrare.
    Pro-Test Italia, invece, scorda alcuni particolari: ad esempio che, accortisi del “problema”, hanno deciso di “denunciare” Zucchi al rettore Vago anziché chiedere direttamente a lui spiegazioni.
    Soprattutto, si guardano bene dal riportare le imbarazzanti scusanti che hanno poi rifilato al professore.

    P.s. Zucchi, comunque, sul piano professionale è uno dei migliori docenti della Statale (almeno, per quanto riguarda le “scienze umanistiche”). (:

  5. Non è facile argomentare con chi fa parte della violenza strutturale della ricerca biomedica.. Le strutture dell’assoggettamento sono grevi, mancano di elasticità e di riflessione. Come tali agevolano gli individui coinvolti ad occuparsi di ambiti ristretti cui le implicazioni etiche sono escluse.Il quadro delle riduzioni salvifiche in genere finisce nei fatidici aut aut ( tuo figlio o il topo?), nulla più. Ma gli scienziati continuano a sostenere che la loro è buona scienza, dalle alte finalità sociali, e deve essere libera. Le strutture violente sono solide, si nutrono delle paure ataviche, delle tradizioni e del denaro. Noi tutti abbiamo permesso che si compisse una grande ingiustizia, difficile ora da correggere, data l’immensa capacità di resistenza delle istituzioni. I liberatori di animali, in contrasto con la maggioranza e in anticipo sui tempi, trascendono l’ordinario istinto di autoconservazione per cercare di sanare l’ingiustizia. Lungi dal considerarli criminali indegni di un confronto, dovremmo invece riconoscergli pubblicamente un particolare stato di grazia civico.

  6. Sono appena rientrato da una giornata particolarmente lunga in laboratorio quando sono incappato in questa pagina durante una mia sadica navigazione alla ricerca di argomenti che sapevo mi avrebbero fatto aumentare l’emicrania. Però sono stanco e non particolarmente loquace, ma che diamine, una buona notte ve la voglio augurare comunque. Sono sicuro che dormite molto nel caldo del letto cullati dalla vostra brobdignagiana ipocrisia. Vi lascio un piccolo buon proposito, per le prossime volte che capiterà a qualcuno di voi o dei vostri cari di incappare in una di quelle malattia che si risolveranno poi per il meglio, ringraziate di essere ipocriti, poichè solo così pur tenendo fede al vostro del tutto discutibile ed infondato ragionamento potete superare con facilità tante di quelle malattie che meno di un secolo fa avrebbero portato a menomazione o morte.
    E cara Cristina Beretta, per quanto piaccia demonizzare chi fa ricerca, non siamo noi ad imporre un aut aut, ma la merda che c’è in giro in forma di morbi, infezioni, infortuni, malattie genetiche e quant’altro. Se la ricerca non esistesse queste ci sarebbero lo stesso. Se però disprezzate così tanto questi benefici, fatene a meno, di sicuro c’è qualcuno che vorrebbe volentieri fare a cambio con la vostra privilegiata posizione (se siete in salute e con una aspettativa di vita sopra i settanta siete molto privilegiati). Se non ci credete provate l’esperienza di fare volontariato, in un ospedale o in un paese più sfortunato, per esperienza posso dire che fa aprire gli occhi su molte cose ed insegna ad essere più grati. Lo stato di grazia civico per questi vostri “eroi” è valido nel paese degli unicorni rosa, dove forse voi vivete o avete passato gran parte della vostra infanzia, ma per chi vive nel mondo vero qualcuno che fa un atto che rallenta con una atto vandalico diventa un ingrato, sia che si tratti del “barbuto” Loprete (o Lo Prete) o di una sosia di Scarlett Johansson.
    Il momento storico nel quale ci troviamo ora impone che a livello di ricerca si utilizzino anche modelli animali, con l’intento sempre vivo di avanzare nei modelli in silico, in vitro, con chip di microcapillari ed altro per usare sempre meno gli animali in laboratorio. La ricerca continua a sforzarsi in questo ambito, ma non si può creare un modello di una cosa che non si conosce.
    Ho divagato anche troppo rispetto a quanto volessi all’inizio, quindi concludo in sintesi quanto penso su chi sostiene la “lotta animalista”.
    PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

    • Ciao Elia, grazie per questo tuo lungo commento che son certa mi renderà una persona migliore. Dato che però quanto scrivi è totalmente OT, mi sento solo di aggiungere una cosetta: se pensi che la tua lunga lunga giornata in laboratorio mi impressioni fino ad accettare supinamente gli inganni e in non-detti di Pro-Test Italia, l’ipocrita (e l’illuso) sei tu. Ed è interessante che ti limiti a farci PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR, senza argomentare nel dettaglio contro l’articolo: perché sai anche tu che, in questo caso, i tuoi amici hanno fatto un po’ una cazzata. Si può anche ametterlo, eh 🙂

    • Vedi Elia, l’argomento “se sei contro la sperimentazione animale, non ti curare”, è il vecchio ricatto portato avanti dall’establishment farmaceutico: “O fai come dico io o muori”. Quindi chi è contro la sperimentazione animale dovrebbe prendersela nel culo due volte: prima vedendo torturare animali, poi lasciandosi morire.
      È ovvio che se mi ammalassi gravemente mi curerei con quei farmaci ottenuti tramite sperimentazione animale. Per un semplice motivo: NON HO ALTRA SCELTA. E questo per colpa di quelli come te, che fanno leva meschinamente sull’ineludibile istinto di autoconservazione.
      A quelli come te piace togliere agli altri ogni possibilità in modo tale che siano costretti a cedere al tuo ricatto di servo e soprattutto a quello del tuo padrone.
      Probabilmente sei anche fiero della modalità mafiosa con cui quelli come te operano, da far rimpiangere le estorsioni del pizzo.
      Se mi batto contro la sperimentazione animale non è solo per gli animali: è anche per me stesso, perché voglio potermi curare un giorno senza che la mia guarigione costi la tortura di qualcun altro.
      Ma tu puoi continuare orgogliosamente a spernacchiare, forte della tua posizione da ricattatore.
      Torturatore, ricattatore, estorsore.

  7. Ah perchè sono l’unico che ha fatto commenti OT? se fai attenzione noterai che nessun commento, nemmeno il tuo ha parlato dell’argomento dell’articolo, ho visto solamente commenti sullo stile d’insegnamento del Prof. Zucchi dopodichè giù a commentare sui ricercatori, soprattutto il tuo commento. I pro-testers, saranno miei amici o meno, hanno fatto si una cavolata, al loro posto sarei andato comunque e fatto fare la misera figura che Loprete si merita di fare. Parli di inganni e soprusi, e tutti gli “inganni” di Contro Green Hill, Lav, Peta e compagnia bella te li prendi supinamente volentieri? Tutte le immagini prese da eventi di cronaca, prese da paesi che non fanno ricerca con convenzioni chiare o prese prima dell’arrivo delle leggi che abbiamo adesso o addirittura prese da film e spacciate per “la realtà della ricerca”, vuoi dirmi che non sono inganni? Quando dicono che l’indice di fallimento dello sviluppo di medicine è dovuto al fatto che i modelli animali anzichè prendere anche nel conteggio tutti i “fallimenti” che avvengono durante i test prima della sperimentazione su animali e tutti quei farmaci che pur funzionando non vengono commercializzati perchè hanno poco mercato, non sono inganni? Non è un inganno dire che l’82% circa degli italiani è contrario la sperimentazione animale quando solo il 10% degli italiani è vegetariano (quindi gli italiani mangerebbero animali, quando avrebbero la possibilità di non farlo, ma sono contrari al loro uso per la ricerca, quando invece la scelta non c’è), senza ben specificare la fonte di tale percentuale? Ma che sarà mai tutto ciò a confronto di qualcuno che non ha voluto parlare direttamente nell’università di Milano con Loprete, nulla.. Non difendo i Pro-testers per essersi ritirati, non l’avrei fatto personalmente, punto. Se però vi interessa un tentativo di redenzione sabato sera su TGcom24 a Time House questo fatidico confronto ci sarà, invito caldamente a guardarlo.

  8. Chiedo scusa per una cosa Serena, non avevo notato che eri tu a rispondermi, ho letto di fretta e pensavo fosse stata Cristina, per questo ho detto che anche il tuo commento era del tutto OT, mi riferivo a quello di Cristina.

    • Ok, Elia, ma guarda che io non nego che spesso gli animalisti sparino stronzate (su questo stesso blog puoi leggere post come questo, che è abbastanza duro nei confronti di certe campagne), solo che, obiettivamente, verso il prof. Zucchi i Pro-Testers si sono comportati veramente male: e non perché non hanno accettato di discutere con Loprete, ma perché col loro comunicato hanno fatto passare di essere stati vittima di una specie di tranello. A lettere e filosofia c’è un sacco di gente scandalizzata per questo, e lo credo bene.

  9. Ho avuto modo di leggere alcune cose su questo blog e lo trovo alquanto interessante non c’è che dire, difatti non ho messo in dubbio la veridicità e la correttezza di quanto hai detto. Come hai commentato il mio commento è stato OT; era infatti rivolto ad alcuni commenti fatti su questo articolo, della serie qualcuno parla in modo serio di qualcosa ed arriva il primo fanatico a “rovinarla” sparando sentenze insensate, personalmente è una cosa molto fanstidiosa soprattuto dopo giornate assurde. Quello che dici sulla loro risposta è vero, hai più che ragione, la cosa mi resta un po’ poco chiara solo perchè non conosco questo Prof. Zucchi come curriculum e quindi non capisco perchè ci possa essere stata questa condanna. Quando apriro il suo CV forse avrò un’epifania al riguardo. E come ho già detto pare che questo confronto ci sarà, non so se avrò modo di seguirlo in diretta o successivamente (magari su youtube se qualcuno avrà la briga di postarlo in favore di un espatriato come me che non potrà vederlo). Ho un presentimento che vi sarà tanto materiale sul quale discutere in seguito per questo ho suggerito e voglio qui rinnovare l’invito per chi avesse la possibilità, di seguire questo programma.

  10. Sdrammaturgo, non hai capito una cosa, tutti i ricercatori si battono per fare quello che dici tu, trovare il modo di sviluppare farmaci utilizzando zero animali (e questo già l’ho detto, ma qui orecchie da mercante…). E perchè sarebbe colpa mia o di quelli come me se non hai altra scelta? Le malattie non le abbiamo certo create “noi”, le cure si, il metodo migliore che abbiamo trovato per farlo fino ad ora è stato questo e io e di certo i miei colleghi lavoriamo per poter arrivare a togliere gli animali dalla sperimentazione, è quello che vogliamo e già rispetto a venti anni fa moltissimo cose sono cambiate grazie ai modelli che possiamo ora fare dopo gli studi fatti in precedenza (su animali). Vuoi bloccare tutto così com’è? Non si arriverà a fare quello che chiedi (e che anche noi vogliamo). Questa è la realtà, non c’è argomento, non c’è ricatto, è quello che è perchè è così, nessuno l’ha fatta così, le malattie ci sono ed ora il metodo migliore per combatterle prevede in parte test su animali, è il meglio che si è potuto ottenere fino a ora, ma nessuno si vuole sedere e continuare così, altrimenti non farebbe ricerca. Non c’è nessun obbligo, non ti piace come stanno le cose, nessuno ti vieta di entrare nella ricerca e dare il tuo contributo in quest’ambito. Però no, noi siamo i mafiosi, i ricattatori, gli estorsori i torturatori.

  11. No non sei nulla di tutto ciò, sinceramente io penso che anche tu sia vittima del sistema violento .Non c’entra la lotta alla malattia, perchè la sperimentazione animale si è fatta per decenni anche per la cosmesi, e un rossetto non ha mai salvato la vita a nessuno. A questo punto ti chiedo: perchè i ricercatori come te, interessati a diminuire la quantità di sofferenza inflitta, non si sono è mai battuti per eliminare la sperimentazione cosmetica, o la sperimentazione didattica o i crash test? Chi ha ottenuto l’obiezione di coscienza? Abbiamo dovuto intervenire sempre noi animalisti: non potevate provvedere da soli ad un’autoregolamentazione interna, seppur minima, ne avreste guadagnato in credibilità. Facile ora imbastire la questione del benessere dell’animale da laboratorio ( un ossimoro). Ma è tardi ormai: l’opinione pubblica vi ha marchiati col marchio dell’infamia e dell’abominio, dal quale non ci si pulisce facilmente.
    Per l’osservazione sull’ alimentazione carnea di chi si dice contrario alla sperimentazione animale: si tratta giustamente, come osservi anche tu, di una assurdità, di una discontinuità della quale però gli antispecisti non possono farsi carico: non possiamo diventare i poliziotti del desco, ma solo impegnarci per fare più informazione e tentare di determinare il superamento della discrepanza nell’ambito di una globale trasformazione etica che coinvolga fasce sempre più allargate di popolazione. Tutti possono partecipare al movimento di Liberazione Animale, specialmente gli ex sperimentatori.
    ( inviti chi si occupa di liberazione animale a recarsi negli ospedali per toccare con mano la realtà della malattia, ma tu non sai nulla della vita di chi ti sta rispondendo, quindi ti prego di evitare tale spicciola retorica, grazie)

  12. Ah, non si è fatto nulla? Ma perchè non guardi quanto è cambiata la regolamentazione e l’uso di animali, anche nella cosmesi (alla quale io sono pienamente contrario visto che è ad oggi possibilissimo usare colture di pelle per fare tali test, su questo argomento sfondi una porta aperta, per me la cosmesi è l’ultimo ambito in assoluto in cui voglio vedere un animale utilizzato, ci tengo a farlo chiaro). Chi pensi che abbia inventato tutti i metodi che hanno permesso questi cambiamenti? Di sicuro non quelli che irrompono negli stabulari. L’industriale farmaceutico che vuole diminuire il costo di tenersi migliaia di animali per fare i test? Boh, chi sarà mai stato…
    Non ti sto chiedendo di credere a me, guarda i testi ufficiali delle leggi, guarda i lavori pubblicati e cerca nei materiali e metodi che cosa viene e che cosa veniva fatto. L’era della scienza moderna da quanti anni è iniziata? Volete incolparci delle inadeguatezze dei nostri predecessori che da metà 1800 hanno cominciato da zero a capire un po’ della biologia e della farmacologia, dato che prima il sistema medico si basava su medici e farmacisti che preparavano a caso il loro intruglio e lo spacciavano come rimedio per quante più cose potevano? O volete darci anche la colpa di quel sistema. Quando si fa un esperimento si deve partire da cosa già si sa ed interrogare un aspetto nuovo, se 40 anni fa non si sapeva una beneamata mazza rispetto a oggi l’unico modo per vederla era provarla direttamente, immaginarla o dedurla non è scienza, non è esperimento, non dice niente, valore zero. Tutto quello che si accumula a livello di conoscenza negli anni contribuisce a quanto si farà dopo, Fai un confronto sulle regole in farmacologia di adesso e di vent’anni fa e vediamo se hai ancora il coraggio di dire che gli scienziati non fanno nulla per diminuire gli animali utilizzati e sputare in faccia a tutti coloro che dopo aver studiato a fondo un ambito sono riusciti ad estrapolarlo, semplificarlo e permetterci ora di ripeterlo in vitro o al computer. Non sono una vittima di questa violenza, il motivo per il quale lavoro con animali è perchè ho scelto di studiare un argomento, lo sviluppo della neocorteccia, e ho letto tutta la letteratura per capire il metodo migliore per farlo, dove ho potuto utilizzare modelli in silico o colture l’ho fatto, altre cose non mi hanno lasciato scelta, non si sa nulla e devo guardarle direttamente sull’animale ed per fare ciò ho scelto l’animale più “semplice” e meno “sensibile” (ovvero con un livello di complessità e di autocoscienza minore), il topo, poichè la neocorteccia è presente solamente nei mammiferi. Questo è quello che mi obbliga a utilizzare un animale per fare quello che faccio, non un sistema che mi dice di farlo, non un sadico piacere di farlo, ma il FATTO che non si conosce abbastanza per farne un modello…se si conoscesse abbastanza non penso lo studierei neanche, perchè dovrei??

  13. Bene, in sostanza ti vergogni dei tuoi predecessori e non vuoi essere confuso con loro. E’ già un inizio. Mi sapresti dire anche come mai il movimento di Liberazione Animale annovera fra i suoi teorici i migliori pensatori contemporaneii,da J. Rachels a R. Dawkins, da P. Singer a S. Saponzis, tanto per citarne alcuni, mentre voi al massimo avete il sostegno di feder fauna? Te lo sei mai chiesto?

  14. Non mi vergogno affatto dei miei predecessori (in generale, le mele marce ci sono state e ci sono ancora), sarebbe come vergognarsi e/o biasimare l’uomo delle caverne perchè non si costruiva una casa anzichè stare nelle caverne e sul fango. Si fa il meglio che si può con quello che si ha nella speranza di migliorarlo
    I migliori pensatori dalla “nostra parte”…Rita levi montalcino, Robert Geoffrey Edwards, Bruce Beutler, Jules Hoffmann, Ralph M. Steinman
    Shinya Yamanaka, John Gurdon, Luc Montagnier, Elizabeth Blackburn, Martin Evans, Mario Capecchi…ne vuoi altri?

  15. Fose non ti è chiaro il termine pensatori. I personaggi da te elencati sono sperimentatori, credo bene che si difendano!!!! Che risposta scombinata!!! Ti saluto, buona vita!

  16. Ah beh, chi sperimenta non pensa in effetti, gli esperimenti si sanno fare a caso, non c’è bisogno di essere dei geni, in effetti perchè studiare tanto.Pensatori sono anche le persone che sanno trovare soluzioni a problemi in modi che nessuno ancora sa fare. I loro scritti e libri esprimono meglio di quanto possa are io in poche parole perchè sono anche dei pensatori. Ad ogni modo, per quanto possa apprezzare anch’io Dawkins (in particolare) sul nostro argomento nemmeno lui sa rispondere a semplici domande come, se non posso farlo in questo modo ora, come faccio? Se c’è un argomento da esplorare il cui unico metodo ora è attraverso test su animali come faccio a fare altrimenti? Vorresti forse argomentare che in questo caso allora non vale la pena indagare tali questioni? Ci sono molte persone su una sedia a rotelle che la pensano diversamente, lo vai a dire tu a loro che la ricerca ha lasciato perdere studi che potrebbero aiutarli perchè non ne vale la pena e si deve aspettare un futuro quando il progresso permetterà di farlo senza sperimentare sugli animali (e tra l’altro vorrei vedere come si progredisce in un ambito senza applicarvisi, in fondo quando mai si è visto un campione sportivo allenarsi tanto per poter fare quello che fa, basta dormire e si progredisce da soli). Grazie del tuo saluto, anche se mi tocca mettere le mani nel fango faccio il mio lavoro in pace con me stesso pensando alla possibilità di poter aiutare qualche gruppo di uomini o altri animali in un momento di bisogno. Si, la reputo una buona vita.

  17. Condivido tutto ciò che ha detto Elia. La questione è molto semplice: gli animali servono proprio per sviluppare (possibili, ma nessuno dice che siano davvero inevitabili) nuove tecniche di sperimentazione che ne facciano a meno. Per sviluppare una nuova tecnologia che migliori una precedente, è ovvio che devo partire da quella precedente. Se a te non piace che un topo muoia per salvare un essere umano, io ti reputo un’egoista insensibile. Bisogna trovare il giusto compreso fra aspirazioni etiche e necessità umane, e queste ultime richiedono il sacrificio (termine aulico e un po’ ipocrita per morte) di altri animali per salvare l’animale in cima alla scala gerarchica, l’uomo. Se non lo accetti, questo è un atto di estrema bontà ma anche di immensa ingenuità. Gli animali si uccidono fra loro, si mangiano, si avvelenano : non sono come i beagle giocherelloni di Green Hill.

  18. Che c’entra se gli animali si uccidono fra loro? E’ un pretesto per far lo stesso sollevando così la nostra coscienza? Loro spesso non hanno alternative, noi invece sì, e se non le abbiamo siamo obbligati a cercarle. Inoltre gli animali sono pazienti morali, mentre noi siamo sia pazienti che agenti morali, quindi obbligati ad agire moralmente. I riferimenti che tu fai alla scala gerarchica in cima alla quale è assiso l’uomo ( chiaramente adulto, sano e di una certa etnia) potrebbero sinistramente far pensare che il tuo nome sia una contrazione di Ghestapo. Terribile visione del mondo la tua, il tuo sciovinismo è livido e implacabile, mi spiace molto per te e per gli animali che non possono sfuggirti.

  19. Ghasta, sono d’accordo se non per una cosa. Personalmente non considero l’uomo superiore a nessuna gerarchia, la mia opinione è che l’uomo sia un animale tra tanti che ha imparato ad usare meglio diversi strumenti vincendo diverse barriere naturali fino a creare una cultura che si può tramandare oltre la genetica ed una capacità ingegneristica che altri animali, seppur intelligenti, non possono arrivare ad avere, scrissi la stessa cosa come commento sull’articolo “https://delmangiarfiori.wordpress.com/2012/09/14/animali-scusateci-ep-2/#comment-1008” nel quale spiego anche perchè la sola motivazione di “gli animali sono esseri sensibili”, non è sufficiente. Noi non siamo più sensibili, più morali rispetto ad animali e piante, lo siamo diversamente, lo siamo in rapporto alla nostra condizione di specie, ma siamo e rimarremo una specie tra le specie con le quali siamo in competizione, come altri animali competono con altri animali e come le piante competono per cibo (acqua e sole) e riproduzione con le altre piante, una battaglia a chi arriva più in alto, a chi prende acqua più efficientemente e a chi riesce a meglio attrarre insetti e animali favorendo la loro riproduzione rispetto ad altre piante. Aumentando la nostra conoscenza possiamo migliorare e rendere più armonioso la vita nostra e di molte altre specie, ne abbiamo le possibilità, siamo la prima specie (a quanto ne sappiamo) che è in grado di modificare con proposito la faccia di questo pianeta, ma per farlo dobbiamo sapere cosa stiamo facendo, in ogni campo, si tratti di biologia, ingegneria, fisica e quant’altro. Essere un ecologista significa promuovere un uso cosciente delle risorse naturali in modo che i benefici non siano solamente nostri, ma dell’ecosistema in toto del quale noi facciamo parte, e questo richiede conoscenza, senza la quale o non si fa nulla e si fa male.

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