Federfauna, che circo!

Si sarebbe tentati di reagire all’ultima simpatica trovata di Federfauna – l’istituzione di un «premio Hitler» da assegnare ogni anno a personalità che si sono distinte nel campo dell’animalismo – con uno sbadiglio, una risata, o una liberatoria raffica di improperi: si sarebbe tentati, se non fosse che parlare il linguaggio di Manzi, Bacillieri, Filippi & co – un osceno groviglio di menzogne, provocazioni e trivialità – significherebbe rischiare di assimilarsi a questi ultimi. Il filosofo Carlo Chiurco ha di recente sostenuto che il berlusconismo sia molto che una stagione politica: esso somiglierebbe piuttosto ad una malattia temibile e contagiosa, «occultata nel suo volto ridanciano, nella pochezza intellettuale e umana dei suoi attori e comprimari», tesa a sviare sistematicamente l’attenzione dell’opinione pubblica da questione serie e urgenti, fino a estinguerla del tutto in un colossale buttiamola in caciara. Sempre secondo Chiurco, non fare il suo gioco sarebbe difficilissimo, perché una simile ideologia, votata per sua essenza a impoverire il dibattito politico fino ridurlo a uno scontro simil-calcistico, promuoverebbe una metamorfosi del cittadino in tifoso, capace soltanto di odiare di un odio viscerale la squadra rivale, e pigiar trombette. Ma il lato più diabolico di questo divide et impera con inebetimento mirato, consisterebbe nell’estenuare, col suo sovraccarico di eccessi e volgarità, anche e soprattutto chi ancora fosse in grado di opporre una qualche forma di resistenza, costringendolo alla nausea e al silenzio.

Gli articoli allarmistici e diffamatori nei confronti degli animalisti che si susseguono a ritmi vorticosi sul sito di Federfauna, generando una serie di contraddizioni interne che non sembrano preoccupare minimamente i ben pasciuti paladini dello sfruttamento animale – da una parte, difendono tutte le attività economiche che coinvolgono animali, contestando gli animalisti che invitano a non acquistare cuccioli nei negozi; dall’altra, lamentano che per colpa di animalisti e ambientalisti (?) negli ultimi anni il numero di cani e gatti sia cresciuto smisuratamente, tanto da impattare negativamente sull’ambiente. Naturalmente, vietando l’allevamento e la vendita di animali cosiddetti da compagnia, come gli animalisti auspicherebbero, il loro numero calerebbe sensibilmente, e rientrerebbe pure il problema dei canili sovraffollati: questo, però, le associazioni che “tutelano” gli allevatori non hanno alcun interesse a ricordarlo… – , puntano sapientemente a spostare i riflettori dagli animali che vengono a vario titolo utilizzati o uccisi agli animalisti che ne prendono le parti, i quali godono, è noto, di una pessima, pessima nomea. Il fatto che tale fama sia spesso meritata, sfortunatamente per Federfauna, non basta di per sé a squalificare le rivendicazioni di cui essi si fanno portatori, e che toccano in maniera crescente la sensibilità di parte più ampia della popolazione, né può essere fatto valere contro quegli animalisti che si rivelano in tutto e per tutto persone sensate. In effetti, la celebre reductio ad Hitlerum, e Federfauna ce ne offre un esempio particolarmente lampante, è una fallacia logica sovente impiegata da un concorrente sleale per liquidare le ragioni di un interlocutore sgradito, ragioni che diventa sempre più difficile contrastare in altra maniera, e che ci si limita a spernacchiare. Lo sanno bene i circensi, sostenuti, guarda a caso, dal prezzemolino Filippi: dal momento che il circo con animali – un divertimento che attira scarso pubblico e, ribadiamolo, sopravvive solo grazie ai sussidi statali – incontra sempre meno il favore degli Italiani, hanno ritenuto di scommettere sulla generale acrimonia nei confronti degli animalisti, trasformando la battaglia in favore del circo in una battaglia contro i malefici soggetti (è l’unico modo per poter sperare di vincerla):

Gli stessi Meluzzi, Giovanardi, Sgarbi, che si sono prontamente schierati dalla parte dei circensi, hanno imbastito una martellante campagna di intolleranza anti-animalista, parlando poco o nulla degli animali rinchiusi in casse e gabbie, la cui vista, scriveva un grande filantropo come Adolph Freiherr Knigge, «non può piacere a nessun uomo ragionevole».

Di fronte al veleno sparso a piene mani da Federfauna e alla sua ultima, pietosa trovata – resa pubblica, fra l’altro, nel giorno della morte del ragazzino di dodici anni colpito da una fucilata alla testa durante una battuta al cinghiale a Nuoro: Manzi, cose ne dice, il primo «premio Hitler» potrebbe andare a Vittime della caccia? – , ci si potrebbe avventurare in un una scrupolosa ricostruzione delle fonti e mostrare la falsità storica del mito di Hitler animalista, o ancora evidenziare la sua totale irrilevanza sul piano dell’argomentazione razionale. Si potrebbe, ma è già stato fatto decine e decine di volte e, come sappiamo, chi è a tal punto ossessionato da quelle oscure e minacciosissime creature che sono gli animalisti, tanto da condividere bava alla bocca ogni diceria che possa screditarli sotto ogni punto di vista, trova estremamente noiosa la lettura di corposi manuali e biografie, ed è capace soltanto di odiare di un odio viscerale la squadra rivale, e pigiar trombette. A mio modesto avviso, l’unica via per disinnescare la gigantesca macchina del fango che è stata messa in piedi dalla scuderia di Filippi, e il cui effetto più tragico è quello di affossare gli animali, di cui nessuno parla più, è quella di sottrarsi alla sua recente bulimica ondata di provocazioni, che vorrebbe farci credere – sì, anche a noi – sia in corso una guerra senza esclusione di colpi – un derby? – fra “noi” e “loro”. “Noi” e “loro”, è davvero attorno a quest’opposizione che dovrebbero dividersi le menti e i cuori? Eppure a farne le spese sono altri. Di questi altri si dovrebbe decidere in un confronto finalmente trasparente e pubblico, possibilità di cui Federfauna intende scipparci – di cui intende scippare tutta la comunità.

Qui di seguito, il servizio del Tg1 sui circhi, andato in onda lunedì 19 novembre. Guardate le immagini, confrontate il parere del circense e quello dell’etologo. E poi andate a stringere la mano agli allegri guittoni di Federfauna: cui va il nostro premio, sentito, per l’onestà intellettuale – lo chiameremo «Silvio B».

Annunci

2 risposte a “Federfauna, che circo!

  1. Spero che nessuno mi biasimi se auguro la morte ad Aldo Martini.
    Niente di violento, eh, per carità. Un semplice, tradizionale e naturale infarto mentre si fa lo shampoo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...