Sui pets

È un argomento che ho già trattato, a spizzichi e bocconi, qua e là nel blog, ma senza mai dedicargli un intero post. Non credevo ce ne fosse bisogno. Come al solito, mi sbagliavo. Davvero il rapporto che intercorre tra antispecismo e zoofilia è qualcosa di così frainteso che val la pena ripetersi, e rischiare d’annoiare il lettore.

Il cacciatore di antispecisti più attivo del web ha pubblicato oggi questa notizia, interpretandola come una vittoria decisiva per il movimento e aspettandosi, forse, l’avremmo accolta tutti quanti con immenso gaudio. Non è più consentito vietare di detenere animali domestici nei condomini. Nessuno tra i miei contatti ha condiviso la notizia; io l’ho letta con sommo disinteresse. Misto a una certa dose di preoccupazione. Sì, preoccupazione: le persone che potranno finalmente tenersi cani e gatti in appartamento o regalarli ai propri figlioletti, dove li andranno a prendere? Questa “novità” avra l’effetto di alleggerire almeno un poco il problema enorme dei canili italiani che letteralmente esplodono di quadrupedi d’ogni meticciato e dimensione o andrà a ingrossare le tasche di chi alleva e commercia animali cosiddetti da compagnia, dotati di genealogia regale e pedegree? Sia detto una volta per tutte: un antispecista è contrario all’acquisto di animali e no, non sorriderà sornione davanti al fatto che un cucciolo venga scelto e impacchettato al pari di un calendario Hello Kitty o qualsiasi altro deprimente articolo da regalo. A dire la verità, una antispecista considera la stessa domesticazione una violenza nei loro confronti e si augura, in una futura società aspecista, non esistano più “animali da”: nemmeno da compagnia.

Il nostro amico cacciatore di antispecisti nota poi che:

Molto antispecista questa legge: l’antispecismo nei fatti è una limitazione dei diritti umani per avvantaggiare gli animali, in questo caso l’uomo viene privato del diritto di stare nella propria casa serenamente senza doversi sorbire cani del vicinato che abbaiano in continuazione, magari anche di notte.

Di nuovo: ma che assurdità. Siete convinti che cani e gatti non vedano l’ora di essere rinchiusi in un bilocale, per poi venire castrati e torturati dall’affetto importuno di padroncini e amichetti, nonché dai loro giochi, per così dire, poco specie-specifici? Io da piccola ero una vera torturatrice di animali, me ne rendo conto solo ora ma lo ero. Chiedo scusa a Nino e a Flash per averli vestiti come fossero bambole, a Timmy per averlo gettato nell’aiuola per vedere se sarebbe affondato, a DeeJay per aver sperimentato, con l’ausilio dei fratelli, in quanti e quali modi fosse in grado di cadere se lanciato per aria e pirolettato. Chiedo scusa anche a T., che ora sta seduta qui accanto a me e mi poggia la testa sulle ginocchia, perché sto scrivendo e non le presto l’attenzione che mi domanda, perché la tengo al guinzaglio e perché non la faccio correre abbastanza, mai abbastanza – e non può sfuggirmi quanto stia meglio libera, così come l’ho vista libera le due volte che è riuscita a filarsela: un cane irriconoscibile, non sembrava neanche più il mio. Cani e gatti rinselvatichiscono con una velocità che fa spavento; spesso sopravvivono, se abbandonati, e si deve piuttosto rinchiuderli perché non creino problemi a noi umani. No, non c’è niente di vagamente antispecista in questa legge. «Finalmente viene esclusa la possibilità di imporre al proprietario una limitazione che davvero non aveva alcuna ragione d’essere» ha dichiarato l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, madrina di tutti gli zoofili d’Italia. E c’ha visto più lungo dell’amico cacciatore di antispecisti, parlando di diritto del proprietario : è giusto questo che viene tutelato.

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6 risposte a “Sui pets

  1. chiedi scusa a me che ti sopporto piuttosto, T. sta meglio di tutti noi!

  2. ciao, ma mi domando, questo cacciatore di antispecisti, a parte essere poco sveglio, a parte le consapevoli (spero per lui) idiozie che dice sugli antispecisti, perchè odia tanto gli esseri umani che chiedono maggiore giustizia per gli animali? Sarebbe davvero interessante capire cosa spinge queste persone a darsi tanto da fare e da dove nasca questa loro ossessione nel difendere il “sacrosanto diritto umano” a calpestare ogni vita non umana.

    • Ciao Riccardo, me lo chiedo anch’io. Secondo me una buona risposta la dà M. Maurizi nell’articolo “Teriofobia” (l’hai letto? è molto interessante), perché quest’ostilità feroce non può essere spiegata con un semplice “gli animalisti rompono le scatole e mi stanno antipatici”. Anche perché, sebbene il nostro dichiari che il suo obiettivo sia difendere la sperimentazione, non se la prende tanto con Brambilla&co, quanto con vegani e antispecisti, che sono davvero una minoranza irrisoria, per ora. C’è qualcosa in noi che lo infastidisce sin dentro ogni suo recesso più recondito: questo è del tutto evidente.

    • Forse la paura che un giorno gli potrebbe venir negato il “sacrosanto” diritto a mangiare la porchetta.
      Le azioni e pensieri degli uomini sono mossi da appetiti molto semplice, il più delle volte.
      E poi ovviamente sì, ci sono ragioni recondite quali la teriofobia, come dice Serena, che si esplica in tante sfumature.
      Io ho anche sempre pensato che ci detestino perché in fondo gli ricordiamo che è possibile vivere in una maniera diversa, rispettosa delle vite altrui, ma poiché non vogliono saperne di mettere in discussione le loro certezze, allora si sentono punti sul vivo – perché in fondo sanno che abbiamo ragione. Inoltre in noi vedono il riflesso della loro mediocrità, infatti ci accusano di superiorità morale. E non vogliono sentirselo dire che sono violenti, che sono egoisti e così si arrabbiano, si arrampicano sugli specchi per giustificare ciò che invece è ingiustificabile.
      Insomma, il loro attacco all’antispecismo non è altro che una maniera per cercare di aver ragione a tutti i costi di qualcosa che invece è eticamente inaccettabile.
      Ovvio che poi, non potendo screditare le nostre idee, tentino di screditare noi facendoci apparire per pazzi esaltati.

  3. Ho visto l’articolo di Maurizi di cui parlate, è su asinus novus, ora sto leggendo ancora i primi articoli da lì, lo leggerò appena ci arrivo e sono molto curioso.

    Non so se Maurizi tratta la cosa sotto un aspetto generale, ma su questi specifici soggetti animati da particolare odio manifesto si potrebbero dire molte cose, alcune forse meglio non dirle.

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