Vegani e animalisti sono razzisti e aggressivi

Buongiorno. Il blog ha cambiato gestione: sono la sorella cattiva di Serena. Per festeggiare l’inaugurazione, pubblichiamo lo sfogo di un’amica che preferisce restare anonima, e una suggestiva carrellata di immagini:

Sto cercando di convertire in qualcosa di utile il tempo che ho perso nel mio peregrinare per pagine anti-veg, e sono giunta alla conclusione che siamo al di là del semplice svago, a mio parere molti di questi spazi sono veri e propri luoghi di esorcizzazione del dubbio. Perfino lo specista più convinto potrebbe essere colto dal dubbio che spolpare un vitello non sia il massimo della vita, e questo dubbio deve venire allontanato. Mi spiego, i gruppi in questione dicono, anzi ripetono, più o meno tutti le stesse cose: i vegani sono estremisti, patosensibili, brutti e cattivi cacca pupù; quanto buona è la carne; il latte di soia invece è ‘na schifezza ah ah; io rispetto tutti perché sono liberal, ma devi mettere in conto che, se vuoi discutere con me, da un momento all’altro potrei anche sputarti addosso soltanto perché io sono parte della maggioranza perbene e rispettabile e tu invece sei parte di una minoranza con una pessima nomea e prima di discutere alla pari con me devi in qualche modo scusarti e levarti di dosso quel marchio d’infamia che io stesso contribuisco a mantenerti addosso, però rimango liberal perché in fondo ti concedo la possibilità di rivolgerti a me e potrei perfino decidere di non sputarti addosso. Quel che mi chiedo io è: ma non si stufano? Non parlo di quelli che fanno una battuta e se ne vanno, ma degli utenti – sono sempre gli stessi – iscritti a TUTTE queste pagine che da mane a sera postano sempre le stesse cose, sempre le stesse immagini, sempre le stesse volgarità consunte e misere. Non possono divertirsi, a meno che non soffrano tutti di Alzheimer. E allora perché lo fanno? Perché ripetono come un mantra quelle battute che non erano divertenti la prima volta, e difficilmente lo diventeranno la trecentosettantaseiesima? Perché hanno bisogno di un mantra, per l’appunto.
Qualche giorno fa abbiamo linkato un articolo falso e fazioso scritto dall’admin di una pagina di neanderthaliani che doveva servire a screditare la dieta vegana, e in coda a questo articolo s’è prodotta una piccola discussione. Be’, se io fossi stata iscritta a quella pagina mi sarei vergognata moltissimo, avrei scavato una buca per nascondermi, avrei preso le distanze dai miei compagni di merende e mi sarei scusata per loro, e invece è bastato che quell’admin facesse finta di non essere l’autore del documento e dicesse: “la prossima volta citeremo la fonte, perché noi non siamo come gli animalisti” – ma cosa c’entravano ‘stavolta gli animalisti? Che volgarità, che sciatteria…sei tu il disonesto, razza di omuncolo! – e alludesse alla liceità morale di quell’operazione profondamente scorretta, perché in fondo i vegani sono il male e combatterli con ogni mezzo è cosa buona e giusta, perché nessuno – compresi i liberal, i perbene, i rispettabili – si scandalizzasse e si continuasse tranquillamente a sproloquiare sui vegani. Gente, capite che è uno scontro impari, capite l’ingiustizia, capite che se un vegano fa il matto tutti i vegani diventano fanatici e invece un onnivoro può permettersi queste bassezze senza suscitare tutta la riprovazione che meriterebbe?
E allora io mi rivolgo a quelli che pretenderebbero pure di fare “informazione”: in un mondo giusto, ogni volta che non intervenite per riprendere tutti quegli iscritti che si comportano come razzisti ed alimentano il pregiudizio nei confronti dell’intera categoria alla quale appartengo, VOI DOVRESTE GIUSTIFICARVI; ogni volta che lasciate credere, in opposizione ai dettami dell’ADA, che la dieta vegana crei scompensi, VOI DOVRESTE GIUSTIFICARVI; ogni volta che esibite in scioltezza il vostro PREGIUDIZIO, affermando che in fondo in fondo “ce la siamo cercata”, anche se magari il vostro interlocutore non s’è cercato proprio un bel niente, VOI DOVRESTE GIUSTIFICARVI. E ora basta, prima che DOBBIATE GIUSTIFICARVI anche per la mia ulcera.


(Falso)


(Falso)


(Cliccate sull’immagine per ingrandirla: ne vale la pena)

(Di nuovo falso. Leggendo lo studio, si apprende che esso riguarda l’unico caso di un ragazzo diabetico la cui dieta è impostata su un consumo massiccio di soia: il problema, non si esclude collegato alla malattia, potrebbe dunque essere un’assunzione così elevata della soia stessa, che un vegano può tranquillamente non consumare in quantità tanto generose o addirittura non consumare affatto)



…e si potrebbe continuare ad libitum…

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35 risposte a “Vegani e animalisti sono razzisti e aggressivi

  1. C’è di tutto in questi commenti: ignoranza di quelle proprio grettissime, malafede, disonestà intellettuale, incapacità di elaborare i concetti, sessimo, maschilismo, calunnie, diffusione di idee senza alcuna validificazione scientifica, cattiveria, rabbia, frustrazione, irrazionalità dettata da un furore cieco contro l’antispecismo (e poi gli irrazionali saremmo no, eh!), luoghi comuni, cliché ecc. ecc..
    Ancora una volta non posso fare a me di notare il seguente paradosso: saremmo fanatici nazistoidi ed al contempo patosensibili sentimentali.
    Secondo questo qua poi avremmo dovuto tutti essere morti da un pezzo, visto che con la dieta vegana non assumeremmo abbastanza proteine ecc..
    Comunque mi piacerebbe rispondere in particolare al tipo che ha detto che noi vegane in teoria non potremmo ingoiare. Falso. In pratica basta ingoiare solo sperma di vegani così non si rischia di assumere sostanze derivate dalla metabolizzazione di ingredienti di origine animale. Insomma, la diamo via, ma solo ad altri vegani/e.
    Abbi pazienza per quest’ultima frase, se tu hai tirato fuori la sorella cattiva, io quella un po’ coatta e d’altronde a certi commenti sessisti non si può che rispondere in questa maniera 😀
    E queste pagine sarebbero curate da persone che si autodefiniscono “scienziati razionali”?
    Cioè, poi quelli da CIM saremmo noi?
    Ah, mi immagino invece il livello di virilità di chi si diverte ad usare violenza e sopraffazione su animali indifesi.

  2. Sono ormai profondamente convinto che parlare di antropocentismo e specismo come effetto di un fascio (parola già non casuale) di interessi e rimozioni non sia sufficiente, come non lo era la tesi del pregiudizio morale. Ontologicamente non si tratta solo del movimento della “macchina antropologica” di Agamben che genera opposizioni gerarchizzanti, o di un’operazione di suddivisione netta lungo un limine indiviso, insuddiviso, come in Derrida.
    Si tratta del sacrificare l’uomo alla sua autenticità, quindi di fare comunità dell’umano, attraverso la distruzione simbolica e materiale, e ripetuta, dei non umani. Di ripetere ad infinitum la distruzione dell’intono all’umano che si è cavato fuori dal mondo (delle relazioni di/fra tutti i senzienti), e la distruzione dell’animale nell’umano.

    Le politiche della natura sono politiche dell’odio. Laddove questo sentimento non va inteso in senso psicologico e psicologista, ma ontologico. La storia dell’occidente è la storia di questa furia dell’annientamento del non umano, lineare (annientamento del “selvatico” e del “selvaggio”) e ripetuta (annientamento dell’addomesticato).

    Ovviamente, la distruzione dell’animale nell’uomo non può fermarsi al simbolico. E deve scatenarsi contro l’uomo stesso. Senza lo spettacolo delle carestie e delle guerre, della condizione di oppressione e sfruttamento di tre quarti della popolazione mondiale, senza i sempre più fini e sofisticati assoggettamenti delle donne, degli omosessuali (e ora dei transessuali), dei non-bianchi, dei folli, ecc…, la mitopoiesi dell’umano autentico andrebbe probabilmente in arresto.

    Alla faccia dell’umanismo, degli umanisti e dei difensori dei “diritti umani”.

  3. Non giocherei mai a poker con te.

  4. Commenti come dei quelli carnivori/razionalisti/filovivisezionisti sopra riportati per me costituiscono un monito, che rivolgo (a scanso di equivoci) a me stesso: perché quelli appaiono compatti nel loro pensiero – puro odio troglodita – verso i “diversi”, cioè in primo luogo i vegetariani e giù giù sino ai “terribili” antispecisti. Ove invece noi (vegani animalisti antispecisti) siamo agitati da una serie di discussioni, benché giustissime: che so, G. Yourofsky, S. Best sì/no per restare al tema caldo delle ultime settimane (e non mi riferisco ai pregevoli post di Serena ma al più ampio dibattito in corso); e benché tantissimi, siamo più che mai divisi, ognuno preso da distinguo o aperte critiche verso quel singolo o quell’associazione. Non vorrei essere frainteso: pure io non sono d’accordo con molte delle cose che dice Yourofsky e con alcune esternazioni di Best, ma diamine, penso che non è contro questi, non è contro noi stessi che dovremmo rivolgere le nostre energie: dovremmo invece portare uniti, pur nella reciproca diversità di pensiero, quella causa che tutti sostanzialmente riconosciamo come comune. Per non concedere nulla al nemico, che in questa società è potente più che mai: tanto per fare un esempio citato da Best nelle sue conferenze italiane, in Indonesia – quarto stato più popoloso del mondo – il consumo di carne è potenzialmente decuplicato (aumentato di DIECI volte) in pochi anni: http://sl.farmonline.com.au/news/nationalrural/livestock/cattle/beef-consumption-will-drive-indonesian-growth/2505095.aspx .
    Grazie e complimenti per il blog che stimola un sacco di riflessioni!

    Ciao!!!

    Andrea

    • ciao, evidentemente siamo un movimento ancora con le idee molto confuse, e io credo che la discussione e la critica interna siano fondamentali per fare il passo successivo, potremmo anche unirci tutti insieme ma rischiamo di rimanere un movimento immaturo e con poche scarse possibilità di successo, credo

      comunque facebook dovrebbero farlo chiudere per incitamento alla stupidità e associazione a stupidaggini

      • C’è da dire che ai detrattori dell’antispecismo gli vien gioco facile a prendere come esempio un certo tipo di animalismo diffuso su Facebook (ovviamente ci sono eccezioni, su FB ci sta pure Asinus Novus e Serena e anche te… e anche Giorgio Cara alias Andrea, che poi sarebbe il mio compagno ;-)), il quale non rende certo un buon servigio alla causa.
        Io vedo che sulla bacheca di Andrea – in contatto con tanti animalisti – arrivano questi messaggi scritti rigorosamente a caratteri cubitali, sgrammaticati, con una sfilza di puntini infinita, spesso su notizie non verificate, bufale, fatti risalenti a vent’anni fa in cui si incita a vivisezionare questo o quell’altro, pieni di calunnie, insulti… e ovviamente poi di questi commenti, i più eclatanti vengono presi come esempio per dimostrare che siamo tutti violenti, razzisti, estremisti, matti ecc..
        Insomma, tanti animalisti su FB se la prendono con i Cinesi perché mangiano i cani, con gli Spagnoli perché hanno la corrida, con gli Ucraini perché sterminano i randagi, e sicuramente ci sono paesi meno civili rispetto ad altri riguardo il trattamento degli animali, ma, diversità di cultura a parte per cui noi invece non mangiamo i cani, ma i conigli sì, non ha senso scrivere insulti razzisti; voglio dire, non è antispecismo. Come si fa a considerarsi antispecisti e poi odiare i Cinesi? Eppure su FB gira pure ‘sta roba qua.
        Però i detrattori dell’antispecismo di cui sopra, sanno benissimo la differenza che esiste tra qualche soggetto rabbioso incapace di esprimere la propria rabbia e frustrazione se non a forza di insulti, e la serietà invece dell’argomento che portiamo avanti. Per questo dico che sono disonesti intellettualmente perché per confutare l’antispecismo usano attacchi ad personam e prendono come esempi le esternazioni poco lucide di qualche soggetto.
        Insomma, se sono particolarmente arrabbiata pure io posso dire al cacciatore “stronzo, vaffanculo” (magari, ecco, non lo scrivo a caratteri cubitali e non aggiungo puntini ad libitum), ma prendere il mio sfogo come pretesto per confutare l’antispecismo ed arrivare a dire che i vegani sono tutti violenti, matti ecc., ovviamente è un’operazione di incredibile disonestà intellettuale.
        Per questo mi fanno sorridere i vari di Resistenzarazionalista, perché di razionale hanno ben poco. Di disonesto tanto. E lo sanno.

      • Ciao Andrea,
        io sono d’accordo con Riccardo: credo che la critica interna sia fondamentale, e non per vezzo o boria intellettuale, ma perché questo movimento possa crescere, e non solo numericamente. ‘Sto post avrei molto più volentieri fatto a meno di pubblicarlo, dato che non è poi così stimolante, per me, mettermi al livello di questi idioti, ma d’altronde gli idioti vincono, vincono dappertutto, e non si può mica sottovalutarli. Almeno testimoniamo che razza di personcine sono, quelle che si sono date la missione di disintegrare le istanze animaliste/antispeciste. Perché nonostante io scriva e scriva, prima ancora che la gente mi legga, ho notato, vengo bollata come “antispecista”, e data la nostra pessima nomea, quello che partorisco risulta già screditato in partenza. Non scherzo: stavo avendo una discussione con due tipi, uno, che si era mostrato inizialmente molto brusco e prevenuto, a un certo punto si accorge di avere davanti una persona, non un avatar, e si scusa per questo suo atteggiamento. L’altro, che pure un po’ mi conosce e sa che non sono una fanatica, gli risponde: “ma di che ti scusi, LORO intimano a NOI di vivisezionare i nostri figli, sono la gente più stupida e cattiva che c’è” (o qualcosa del genere). Mi è risultato chiaro che, pur sapendo quanto io detesti quel tipo di animalismo, il tizio abbia parlato così per mantenere compatta la bipartizione noi/loro, ed estinguere quanto io potessi dire di minimamente interessante o condivisibile nell’orrorifico stereotipo che ci hanno affibbiato (e che a volte noi facciamo di tutto per tenerci). Un Yourofsky in versione anti-antispecista, non per la violenza dei metodi, ma per la forma di pensiero. Insomma, con questo post ho solo voluto far vedere la valanga di discriminazioni, difficilmente immaginabili per chi non ci è passato, che subisce in giro per il web chi fa parte di questa strampalata minoranza. Io voglio continuare a combattere tutti gli Yourofsky, si presentino nella classica versione antispecista o in quella anti-antispecista.

        Grazie per i complimenti e a presto!

        Serena

    • > non mi riferisco ai pregevoli post di Serena ma al più ampio dibattito in corso

      ciao, puoi/potete indicarmi per favore qualche link in merito? (oltre ad asinus novus)

  5. P.S.: e aggiungo che quelli di “resistenzarazionalista” hanno un grave problema di tipo psicologico: ossia a noi vorrebbero imputare gli stessi “difetti” che invece sono i loro. Ci accusano di usare la facile retorica che punta tutto sul sentimentalismo per combattere la sperimentazione animale, quando loro mettono sulla loro pagina l’immagine del tenero neonato in braccio alla mamma con il seguente sottotesto (preferisci salvare il topo, o il bimbo?). Chi è retorico?
    Dicono che siamo sentimentali se esprimiamo il nostro dolore al pensiero di quello che avviene nei macelli, ma perché, forse non è vero che gli animali soffrono? E una persona mediamente empatica non dovrebbe rammaricarsi a vedere un suo simile, capace di provare il suo stesso dolore, che soffre? Ma io mi preoccuperei del contrario.
    Poi vabbè, sul resto lasciamo perdere che sennò facciamo notte. 😉

    Anzi, un’ultima cosa. Usano il termine razionalista come se in sé esprimesse un valore positivo, come se fosse appunto un valore aggiunto.
    Razionali erano anche i lager nazisti, esempi di perfetta razionalità sono appunto gli allevamenti intensivi ed annessi mattatoi (costruiti su modello fordiano della catena di montaggio).
    Anche il paranoide è razionalissimo. Cioè, nella sua mente ha pensieri ordinatissimi, logici, consequenziali. Pure il killer sociopatico. Questo per dire che il termine razionalità non sempre esprime un valore positivo. Dipende dall’uso che fai di questa razionalità. Non solo, da sola, senza il sentimento, conduce quasi sempre ad aberrazioni.
    Anche i regimi totalitari si avvalgono della razionalità, eh.
    Quindi, questi tipi che si vantano addirittura di essere una “resistenza razionalista”, ma sanno minimamente di cosa stanno parlando?

    La sorella cattiva di Serena sta facendo uscir fuori la mia. La mia è arrabbiatissima in questo periodo con i detrattori dell’antispecismo. 😀

  6. Salve!
    Purtroppo, mi dispiace dirlo, “estremismi” e cavolate del genere ci sono sia da una parte che dall’altra. Io non sono nè vegan nè vegetariana però ciò non mi ha mai vietato di avere amiche veg e di parlare con loro civilmente di tale questione. Finchè nessuno insulta o obbliga è anche piacevole discutere. Tuttavia ho conosciuto anche persone abbastanza invasate, che al fatto che io mangio carne hanno risposto che secondo loro avrei fatto meglio a mangiarmi mio padre piuttosto che una fetta di prosciutto, che speravano che venissi sbranata viva eccetera. Solo perchè non seguivo la loro sensibilità e la loro logica hanno augurato la morte sia a me che a mio padre!
    Ora, come rispondereste ad affermazioni del genere? Ovvio che anche io ho ribattuto a tono.
    D’altro canto, affermazioni del genere vengono fatte anche da “onnivori” su vegan/vegetariani e questo articolo ne è una prova.
    Secondo me continuare ad additarsi e dire “è colpa sua, io sono buono” è da bambini: in mezzo alla massa ci sarà sempre quello a cui piace solo fare casino e avere una scusa per insultare.
    Quello che è difficile da capire, da entrambe le parti, è che il momento dello scontro arriva quando si tenta di imporre agli altri delle idee che sono solo nostre. Se io ti lascio mangiare solo verdura in pace perchè io non posso mangiare la mia bistecca senza sentirmi dare dell’assassina? (ovviamente la domanda è da rigirare anche dall’altro punto di vista vegetariano).

    • Buongiorno, Charlotte.
      Qui non si intende negare che ci siano vegani/vegetariani particolarmente molesti: ci sono, e ritengo, come ho scritto altrove, sbaglino. Non dò dell’assassino a nessuno, mai fatto, almeno che non comincino a provocare (e lo fanno spesso, più spesso di quanto si pensi, anche se io me ne resto in silenzio), e allora, dopo un po’, mi concedo di rimetterli al loro posto. Questo perché solitamente chi rompe così le scatole sta cercando di convincersi, più che convincermi, che non fa niente di male a finanziare ciò che avviene nei macelli.
      Charlotte, non è che tu mi lasci mangiare verdura e io ti devo lasciar mangiare carne: capisci che la questione è un’altra? Si tratta di far vivere o meno in pace gli animali, non di votarsi al tofu piuttosto che alla sarzizza. Non mi interessa molto che mi si conceda di vivere di vegetali, visto che poi il maialino crepa lo stesso. Con questo non sto cercando di farti pressione, davvero, non fraintendermi: tento solo di impostare la discussione, spesso offuscata da banali considerazioni dietetiche, nella maniera corretta. Non è una guerra tra onnivori e vegetariani, qui sono due visioni del mondo che si scontrano: una che vuole gli animali liberi, l’altra che li manterrebbe volentieri schiavi. Al momento la tua soffoca la mia, non possono coesistere. Mi spiego? Ho molti più amici onnivori che veg, voglio loro un gran bene e non ho mai fatto scenate per quel che si mettono nel piatto. Sono generalmente considerata una persona fin troppo pacata. Ma nessuno può impedirmi di essere quello che sono: una che crede gli animali debbano poter correre, aprire le ali, respirare all’aria aperta e farsi famiglie, non starsene semi-immobili in gabbie e capannoni illuminati artificialmente. E questa cosa continuerò a ripeterla, senza aggredire nessuno, ovvio, ma continuerò a ripeterla.

      • Senza entrare in discorsi sterili e senza affermare che io ho ragione -lungi da me-, io non rinuncerei a mangiare la carne, ma posso sperare e, nel mio piccolo, fare in modo che le condizioni di vita degli animali di allevamento non siano come quelle che hai descritto.
        Anche io sono contro gli allevamenti intensivi e ogni tipo di maltrattamento fisico e psicologico: chi non lo sarebbe?? Però non vedo malvagità nel cibarsene, data la nostra natura onnivora… è qui che sta la differenza fondamentale tra me e te alla fine, che genera poi tutte le altre.
        Ho capito il tuo punto di vista e non posso che darti ragione, però anche nel caso in cui si avverasse quello che tu speri per gli animali, sarebbe una imposizione per chi come me ha una sensibilità diversa e un diverso modo di approcciarsi a tali questioni.
        Capisco che per quanto ognuno sia libero di scegliere la dieta vegetariana, gli allevamenti esisteranno sempre… però se fosse il contrario, se “vincesse” l’abolire ogni tipo di allevamento, io che la penso in modo diverso e voglio mangiarmi la pasta col ragù come faccio? Vado a cacciare nei pascoli? Sicuramente anche quello sarebbe vietato… Anche questo è imporre!

      • Charlotte, io e te moriremo (spero tardissimo), che ancora sulle nostre tavole si serviranno delizie grastonomiche a base di animali, non penso sia il caso di preoccuparsi. La nostra natura onnivora non ci obbliga a consumare carne, quindi potremmo benissimo fare tutti a meno del ragù, pure a fatica come ho fatto io, grande divoratrice di pesce, manzo e cavallo, il punto è: ne vale la pena? Vale la pensa privarsi di uno sfizio perché un animale intelligente e sensibile non debba venire sacrificato ogni secondo che passa? Io rispondo che ne vale la pena. Questa possibilità, se divenisse realtà, farebbe l’interesse mio e soprattutto quello dell’animale risparmiato ma probabilmente si scontrerebbe con quello di chi non vuole rinunciare alla carne. Ora il fatto che sia il suo interesse a prevalere condanna i cosiddetti animali da reddito a sofferenze che a me paiono insensate, le quali ovviamente fanno stare male anche me (e sono sicurissima gran parte dei “normali”: almeno a giudicare da tutta la cattiva coscienza che vedo in giro). Non esiste soluzione che possa far contenti tutti, mai. La fine della corrida, che molti onnivori auspicano, getterebbe nella disperazione diversi aficionados, ad esempio. I matrimoni omosessuali, che a me paiono cosa buona e giusta, scontenterebbero gran parte dei cattolici. è difficile stare al mondo…
        Se gli allevamenti verranno aboliti prima del previsto potrai venire a mangiare a casa mia: ti servirò ottimo vino, ascolteremo gran musica e assaggerai sapori che manco sospettavi potessero esistere. Ma dubito andrà così.

    • Charlotte,
      come ha già scritto Serena, non è questione di lasciare in pace o meno i carnivori: è che mangiando gli animali si commette o si lascia commettere una violenza assassina su delle creature indifese, cioè si accetta di entrare in una logica di sangue che, poiché siamo abituati sin dalla più tenera età a non considerare tale, a rimuovere, non viene percepita affatto come mortifera. Il tuo commento, in perfetta buona fede, lo dimostra.
      Non si tratta di imporre ad altri idee che sono solo nostre: c’è – tra noi e “gli altri” – una terza parte che non ha voce, perché è confinata in una non-vita negli allevamenti intensivi, poi trasportata malamente stipata in camion senza mangiare e bere anche per giorni interi, per essere infine condotta ad una morte dolorosa, iniqua. Questo tutti gli animalisti/antispecisti vogliono far comprendere, l’orrore sommerso sul quale l’uomo si siede da sempre (o almeno dal neolitico, quando – da cacciatori nomadi, siamo divienuti stanziali ed è nato l’assoggettamento sistematico del più debole). Semplicemente, dar voce ai nostri fratelli animali – perché discendiamo tutti da una singola o almeno omologa forma di vita – a cui non viene data la possibilità di urlare se non al riparo dalle delicate orecchie dell’uomo moderno ed “evoluto”.
      Se poi, nonostante ciò, si continua a dirsi e dire “non mi importa: accetto questo sistema e la violenza su cui si basa”, va relativamente bene, solo non capisco come si faccia ad invocare poi il diritto ad essere tenuti indenni dalla criminalità, dalle guerre, ad essere curati negli ospedali e così via: perché ci saranno sempre, come ci sono sempre stati, altri uomini che, esattamente come noi facciamo con gli animali, hanno considerato altri uomini meno forti come oggetto di conquista, sopraffazione, umiliazione, non degni dei diritti spettanti alla classe dominante. La schiavitù dei neri in america, il genocidio dei nativi americani, i campi di concentramento nazisti sono solo esempi relativamente recenti, ma ce ne sono tanti altri, anche contemporanei.
      E’ questo il mondo che logicamente discende dal considerare i più deboli come privi di diritti: perché il discrimine non può essere limitato arbitrariamente da noi, che siamo la maggioranza “debole”, ma viene fissato, arrogato dai poteri forti, sopraffattori. A meno che non si voglia ritenere di appartenere a questi ultimi – ma nessuno di noi decentemente, credo, lo vorrebbe.
      Ciao!

    • Ma che libertà è la libertà di ammazzare?

  7. @ Charlotte
    Ti hanno già risposto in maniera molto accurata ed esauriente sia Serena che Giorgio, però una cosina vorrei dirtela anche io, anzi due o tre, semplicissime.
    Le condizioni migliori che tu invochi per gli animali detenuti negli allevamenti sarebbero solo l’ennesima forma di ipocrisia buona per mettere a tacere le proprie coscienze. Già il solo fatto di privare un animale della propria libertà provoca a quest’ultimo un danno gravissimo, senza contare il fatto che poi comunque sempre al macello sarebbe destinato.

    Inoltre invochi pure il tuo diritto a continuare a mangiare il ragù. Ma perché questo tuo diritto del palato, sostanzialmente, dovrebbe essere più importante di quello alla vita degli animali?
    Dunque se a me piacesse picchiare qualcuno dovrei ritenermi nel diritto di poterlo fare solo perché il mio piacere dovrebbe venire prima del rispetto dell’altro?

    Il diritto di ognuno di fare ciò che più gli aggrada deve comunque sempre contemplare il rispetto dell’altro, altrimenti ognuno potrebbe giustificare qualsiasi cosa.
    E comunque non credere che ci siano allevamenti migliori di altri, intensivi o no, gli animali soffrono tutti anche solo nell’essere privati di correre liberamente.

    Forse dici così perché non sei convinta che gli animali siano in grado di soffrire come noi, pensi che un animale nato in allevamento e vissuto sempre lì (una non-vita) non stia poi tanto male.
    Ti invito, ma solo per tuo arricchimento eh, non prenderlo come un consiglio supponente, lungi da me, a leggerti qualche testo di etologia cognitiva. Scoprirai cose interessanti. Ad esempio che una mucca si dispera e piange per giorni e notti intere quando le viene portato via il vitellino appena nato, che i maiali condotti al macello sono perfettamente consapevoli della sorte che li attende e provano un trauma indicibile nel vedere i loro compagni morire davanti ai loro occhi, sapendo poi che di lì a poco toccherà a loro e così via. Non scendo in altri particolari, certa che tu sappia di cosa sto parlando.
    Ah, non ti dirò mai nemmeno io “sei un’assassina” (figurati, anche i miei genitori mangiano carne, così come quasi tutti i miei amici). Ultimissima cosa: l’onnivorismo dell’uomo non è biologico, non è una legge di natura come il carnivorismo dei felini ad esempio, è culturale, nel senso che l’uomo è diventato onnivoro solo ad un certo punto della storia e in particolare la pratica della caccia è stata importata in Europa da un popolo nomade che discendeva dalle steppe euroasiatiche. Saremmo biologicamente frugivori, visto che abbiamo mani prensili, stomaco molto più simile a quello degli animali erbivori, denti e mascelle non adatti a sventrare animali.
    Ciao.

    • A me non sembra di essere ipocrita nel mangiare carne e nel contempo disprezzare la violenza sugli animali. Non bisogna per forza essere vegani per rispettarli e amarli: ho un gatto e un cane e voglio loro un bene dell’anima. Sono contraria alle pellicce e alla caccia, d’estate faccio la volontaria in un canile.Non metto quindi assolutamente in dubbio la loro sofferenza nel vedersi portar via i cuccioli, anzi penso che seguirò il tuo consiglio Rita e leggerò qualche testo del genere (a proposito, Rita hai qualche titolo da consigliarmi magari?).
      Tuttavia non riesco a considerarli al pari degli esseri umani: se in un incendio dovessi scegliere se salvare la mia sorellina o la mia gatta penso avrei pochi dubbi. Anche i paragoni con drammi e fenomeni umani come la schiavitù e i lager nazisti a me sono sempre sembrati eccessivi. Con questo non voglio dire che siano cavolate e non voglio dire che l’uomo soffre di più degli animali (mi viene in mente una canzone di de Andrè “guardate la fine di quel nazareno, un ladro non muore di meno”. La morte è l’unica cosa che veramente accomuna tutta la natura.) però la mia personale sensibilità predilige e prediligerà sempre l’essere umano. A me colpisce di più un neonato in un cassonetto per strada che un gatto perso davanti a casa mia. Ripeto: con questo non sto dicendo che l’uomo ha il diritto di disporre a suo piacimento delle altre forme di vita, deve sempre avere rispetto dell’ambiente da cui proviene. Però per me non è innaturale cibarsi di animali (mi sto riferendo solo al cibarsi, non all’allevare in modi discutibili). Sulle abitudini alimentari degli uomini primitivi non sono in grado di esprimermi a pieno titolo anche se so che comunque le scimmie sono onnivore (prediligono frutta, è vero, ma si nutrono anche di insetti) e che da quando siamo Homo Sapiens siamo onnivori (anzi, è stata tutta selezione naturale in seguito a sconvolgimenti climatici). Tuttavia, il nostro organismo è mio argomento di studio e so bene che la nostra fisiologia e i nostri processi metabolici sono onnivori al 100%, sia che siano acquisiti sia che siano innati. La dentatura bunodonte (ovvio che non abbiamo i denti di un leone, mangiamo carne cotta più morbida e abbiamo mantenuto vegetali nella dieta!), l’intestino più lungo dei carnivori ma più corto degli erbivori, la mancanza della cellulasi, mi convincono personalmente a non rinunciare alla carne non solo per scopi palatali ma anche per questioni puramente funzionali. Quindi i nostri antenati saranno sì stati frugivori, ma ormai ce ne siamo distaccati largamente.
      So già che la dieta vegana può sostituire il consumo di carne grazie ad alimenti come la soia, e so anche che troppa carne fa male, infatti ne faccio un consumo abbastanza modesto a dire il vero. Non vado pazza per le bistecche e le grigliate, ma come s’è capito amo il ragù XD
      L’uomo è biologicamente onnivoro perchè si è evoluto così, ma abbiamo anche cultura e conoscenza che ci permettono di fare scelte.

      Grazie per questa discussione! 🙂

      • Grazie a te Charlotte.
        Però debbo dissentire dal tuo concetto di amore e rispetto per gli animali in cui è contemplata la scelta di mangiare alcune specie.
        Non metto in dubbio che tu voglia un bene dell’anima al tuo cane e gatto, ma il rispetto è ben altra cosa dalla zoofilia (amore per gli animali).
        Diresti: “io amo e rispetto il genere umano”, ma ogni tanto ne mangio qualche esemplare? Capisci che si tratta di un ossimoro.
        Amo gli animali, ma indosso la pelliccia. Molti dicono pure questo (non mi riferisco a te). No, non è ammissibile questo concetto. Che tipo di amore e rispetto sarebbe? Un amore parziale, rivolto solo ad alcune specie. E il termine rispetto è proprio all’antitesi.
        Non è necessario comunque amare gli animali, è invece fondamentale rispettarli. Io posso non amare te, ma ti rispetto, rispetto la tua vita, capisci?
        Guarda che io ti comprendo sai, per anni sono stata come te. Adoravo i cani, gatti, altre specie, ma ritenevo fosse in qualche modo legittimo nutrirsi di alcune specie (per questioni culturali soprattutto, nel senso che io mi giustificavo dicendo “non è colpa mia se sono nata in una cultura in cui si mangiano polli, maiali, vitelli ecc..).

        Mi dici che non riesci a considerarli a pari di esseri umani, ma questo ritengo sia appunto una tua incapacità (tempo fa un’amica, vegetariana incoerente, mi disse: “a me le cozze non fanno pena”, ah, beh, le risposi io, il fatto che non fanno pena a te non significa che esse non soffrano comunque), non perché tu sia carente di empatia, non sto affermando questo, ma perché sei assuefatta ad un tipo di cultura (la nostra) in cui è considerato normale ed accettabile mangiare animali.
        Inoltre rispettare gli animali non umani non significa affermare che essi siano uguali agli animali umani. Le differenze ci sono, ma esse, le differenze, non dovrebbero divenire pretesto per giustificare lo sfruttamento. Come ti ha detto Andrea nel commento sopra, nel momento in cui si considera l’animale non umano inferiore, si fa presto a degradare anche l’umano, ogni qual volta torna comodo, all’animale non umano. Infatti per offendere qualcuno (in passato per giustificare la schiavitù dei neri, ad esempio) si dice: “è una bestia”.
        E, l’esempio che fai dell’incendio tra la scelta di mettere in salvo la tua sorellina o la gatta è assai poco pertinente: intanto situazioni simili nella vita capitano di rado, forse mai, ma poi quando vai al supermercato e scegli la bistecca, mica in quel momento qualcuno ti sta chiedendo di scegliere se mettere in salvo il vitello o tua sorella. E ancora, ovvio che gli affetti sono il discrimine: a parita di specie, tra l’estraneo e il mio compagno, scelgo di salvare il mio compagno. Quindi la questone degli affetti non c’entra con l’antispecismo.
        Per i testi, ti consiglio per esempio questo saggio molto divulgativo, ossia non specialistico ma rivolto a tutti, assai interessante: Il maiale che cantava alla luna. Vita emotiva degli animali da fattoria di Masson Jeffrey (dello stesso autore altri saggi sulla vita emotiva degli elefanti e di altre specie). Per vita emotiva ovviamente si intende una capacità cognitiva che vada oltre l’istintiva ed automatica risposta agli stimoli esterni, si intende ossia una capacità organizzativa mentale in grado di elaborare emozioni.
        Poi questo: Giustizia selvaggia. La vita morale degli animali di Marc Bekoff e Jessica Pierce.

      • (Ma sai che a me risulta che cozze e vongole non soffrano?)

      • Tra la tua sorellina e la tua gatta hai giustamente pochi dubbi, ma tra la tua gatta e uno sconosciuto ferrotranviere bulgaro che magari è anche una testa di cazzo?
        Come vedi non è tanto questione di specie, quanto di legame affettivo. Anche io tra uno gnu e mia sorella scelgo mia sorella, ma tra uno gnu e Marchionne scelgo lo gnu.

      • Il punto è che onnivora o frugivora, fatto sta che puoi benissimo fare a meno di mangiare animali, quindi nel momento in cui lo fai è solo per sfizio del palato. E il tuo gusto gastronomico costa la vita a un individuo che vuole vivere. Perché un animale non nasce in un bancone sotto forma di cotoletta: deve prima essere trucidato.
        La biologia mi ha fornito un pene, ma ciò non significa che io possa accoppiarmi deliberatamente con donne non consenzienti.

  8. “Se gli allevamenti verranno aboliti prima del previsto potrai venire a mangiare a casa mia: ti servirò ottimo vino, ascolteremo gran musica e assaggerai sapori che manco sospettavi potessero esistere. ”
    Beh, fermi tutti, qui urge assolutamente che ci inviti tutti a casa, eh! 🙂 Ricambierei ovviamente con le mie specialità vegane, altrettanto buon vino e buona musica e aggiungo anche nel pacchetto visione di qualche buon film (con annesse coccole di gatti e cane).

  9. P.S. per Serena
    Non saprei se cozze e vongole soffrano, comunque quando provi a toccarle si ritirano, qualche cosa devono pur sentire.
    Nel dubbio… meglio lasciarle in pace.
    Magari un giorno la scienza ci dirà che invece soffrono. In passato, come sai, di tante specie si diceva che non erano in grado si soffrire, poi gli studi hanno invece smentito l’automatismo di Cartesio, ad esempio. Non escludo che appunto un domani si saprà qualcosa in più sui molluschi.

  10. @ Rita:
    > Io vedo che sulla bacheca di Andrea – in contatto con tanti animalisti – arrivano questi messaggi scritti rigorosamente a caratteri cubitali…

    ecco volevo dire proprio questo riguardo la stupidità di facebook, perchè anche io nei miei passaggi lampo su facebook ho visto molti messaggi di animalisti che non risplendevano certo per intelligenza o bon ton, ma da quello che mi dici confermi che non è stata solo una mia isolata disavventura

    > per confutare l’antispecismo usano attacchi ad personam e prendono come esempi le esternazioni poco lucide di qualche soggetto

    comunque poco male no? se sono arrivati così in basso vuol dire che non hanno più altri argomenti e sono già terrorizzati alla consapevolezza di essere prossimi all’estinzione

    @ Serena:
    > gli idioti vincono, vincono dappertutto, e non si può mica sottovalutarli

    non vorrei passare per snob (e forse lo sono), ma io ho imparato a non preoccuparmi mai troppo di certe persone, ci sono persone che non credo valgano la pena di essere prese in considerazione, ma non lo dico per una forma di altezzosità, lo dico perchè prendere in considerazione certe persone costa molto in termini di tempo ed energie mentali, un costo che a conti fatti non è per niente proporzionato, chi è che si prenderebbe un caffè schifoso a 10 euro?

    • Riccardo, non ho niente contro gli snob, anzi. Solo ho paura che a furia di fare i superiori questi ci diano un bel calcio nel sedere. Vivo in un comune dove la Lega alle elezioni è sempre andata piuttosto forte, puntando su slogan tristemente noti: evidentemente funzionano più delle argomentazioni. Insomma, a me ‘sta gente inquieta, non riesco a ignorarla proprio del tutto.

  11. La rabbia è lecita e legittima, non per le puttanate che dicono, ma per le puttanate che dicono sapendo di stare al sicuro nelle loro vite da umani, ben protetti da tutto ciò che spetta ad un qualsiasi animale in balia dell’uomo. Ma è rabbia positiva, che può essere usata in modi molto produttivi, quindi alla fin fine la vita di questi personaggi ha anche un’utilità tutto sommato. Se non ci fossero dovremmo inventarli 😉
    bye bye

  12. non si può fare qualcosa? se uno guarda superficialmente questo fenomeno pensa alle bravate di ragazzini, ma leggendo e approfondendo si tratta di vero e proprio razzismo!!! è da denuncia!!!

  13. bhè, alcune di queste persone sono sicuramente malate! malate di mente intendo. ad esemio ho avuto a che fare anche io con il gruppo “le cazzate dei vegetariani” e ci sono persone che dire squilibrate è dire poco. c’era una donna, bruttissima d’aspetto, che inneggiava all’uccidere e metteva le foto dei conogli che squoiava in bacheca, e definiva i vegani il vero male dell’umanità. chissà che dire degli stupratori, assassini, ladri, di chi porta avanti le guerre, ecc…
    come vedete c’è qualcosa si patologico in queste persone e con i matti non è semplice ragionare.