Il buio più pesto e fitto

Ma l’antinferno esiste; basta si spenga
la luce delle scale, mentre risali, senza
più sacchetti, la sera del rifiuto quotidiano;
d’improvviso, il buio più pesto e fitto
ti assale, e vai a memoria fino al led
luminoso dell’interruttore a tempo; al piano,
pure, in quel lasso, di gradino in gradino,
il pensiero è colpito dal frattempo
e trasale, traduce, allegorizza il senso
di questo buio inconsapevole, vicino,
dietro il tepore del proprio appartamento,
che dal taglio della porta manda luce
come fosse l’approdo per un naufrago…
di là, c’è lei, la cena, un’altra sera,
e dietro le altre porte gente quasi ignota,
affacciata, come te, alla ringhiera, al niente
di un’esistenza che ignora l’adiacente…

(Gianni D’Elia)

Annunci

Una risposta a “Il buio più pesto e fitto

  1. Bella, bellissima.

    “di un’esistenza che ignora l’adiacente…” (quanti esempi si potrebbero fare, ma la forza della poesia è proprio nell’essere metafora di tantissime situazioni che è meglio lasciare inspiegate, ognuno ci vedrà qualcosa).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...