What’s wrong with Yourofsky

apparso su Asinus Novus

C’è poco da sentirsi traditi. Le posizioni espresse da Yourofsky riguardo al trattamento da riservare ad assassini, pedofili e stupratori, nonché ad aguzzini o generici maltrattatori di animali, sono state confermate da Yourofsky stesso in più occasioni. Il saggio What’s wrong with violence è stato scritto nel 1997, e rivisto nel 2005 e 2008: le esternazioni che ho riportate nel mio precedente articolo non sono mai state ritrattate. Anche in una recentissima mail inviata in risposta ad alcuni animalisti italiani, i quali chiedevano delucidazioni riguardo alle sue dichiarazioni più scabrose, Gary ha ribadito con fermezza ogni singola parola, esibendo altresì una reazione da prima donna e minacciando di annullare il tour italiano nel caso altri attivisti avessero puntato il dito contro i suoi scritti – me l’ha detto l’uccellino.
Come i suoi apologeti, scandalizzati da questo imperdonabile atto di lesa maestà, avanza dei dubbi sull’onestà intellettuale di chi lo contesta, accusandolo di aver sottratto le citazioni al loro contesto originario, distorcendone il significato. Si sarebbe dovuto riportare nella sua interezza, quel paragrafo. E allora riportiamolo:

A volte penso che l’unico modo efficace per distruggere lo specismo sarebbe costringere ogni persona indifferente a vivere la vita di una mucca su un feedlot, o di una scimmia in un laboratorio, o di un elefante nel circo, o di un toro in un rodeo, o di un visone in un allevamento. Allora la gente verrebbe risvegliata dal suo stato soporifero e finalmente capirebbe gli orrori che vengono inflitti al regno animale dalla specie più vile che abbia mai messo piede su questo pianeta: l’animale umano! In fondo, mi auguro davvero che l’oppressione, la tortura e l’uccisione ritornino ad ogni essere umano indifferente moltiplicati per dieci volte! Mi auguro che i padri sparino accidentalmente ai loro figli durante le escursioni di caccia, e che i carnivori subiscano attacchi di cuore che li uccidano lentamente. Ogni donna vestita con una pelliccia dovrebbe sopportare uno stupro così crudele da lasciarle cicatrici permanenti. Mentre ogni uomo coinvolto nel commercio di pellicce dovrebbe subire un stupro anale così orribile da sventrarlo. Ogni cowboy in un rodeo e ogni matador dovrebbe essere incornato a morte, mentre coloro che abusano degli animali nei circhi dovrebbero essere calpestati dagli elefanti e sbranati dalle tigri. E, infine, l’ironia dovrebbe mostrare il suo volto più sfavillante sotto forma di ricercatori che praticano sperimentazione animale afflitti da malattie debilitanti e dolorose per cui non esistono cure, perché i fondi che sarebbero potuti servire a trovarle sono stati investiti nella pratica barbara, non scientifica della vivisezione.

Mi si obbietta, inoltre, di aver operato un’indebita semplificazione delle teorie di Gary, che non sarebbe affatto propenso a dividere il mondo in “buoni” e “cattivi”. Mi dispiace, ma è proprio così. Non c’è da stupirsi sia favorevole alla pena di morte o a vivisezionare i criminali, giacché Yourofsky è pienamente convinto dell’esistenza della Malvagità, e che questa sia opera di…Satana. Malattia, trascorsi tragici, un passato di violenze e abusi, magari? Macché, è tutto molto più facile di così:

L’empatia deve essere riservata ad esseri innocenti – umani o non umani. Io credo in Dio, ma sono fortemente contrario alla religione organizzata e ai tentativi di santificare la crudeltà nel suo nome. Danneggiare o uccidere animali è opera di Satana.

Non solo, è del tutto persuaso Gesù fosse vegano, e quando egli (suo profeta?) ci avrà fatti tornare tutti veg, si ripristinerà sulla Terra il “Paradiso Terrestre”. La sua robusta impostazione manichea si ripercuote fin dentro i suoi metodi, che sono quelli di un pastore, buono con le pecorelle che lo ascoltano (gli studenti), ed estremamente violento nei confronti di quelle che non lo stanno a sentire (i mangiatori di carne):

Mentre il mio stile di vita e le mie lezioni sono improntate alla compassione, chi si rifiuta di smettere di recare danno agli animali mi costringe ad abbracciare la filosofia dell’ “occhio per occhio” e dell’ “ogni mezzo è lecito”.

Il fatto che molti animalisti credano l’azione diretta sia tanto più importante della riflessione (e sbraitino contro di me che oso rinnegare il dio comodamente seduta al mio pc e senza neppure aver mai liberato migliaia di visoni) ha permesso che l’immagine di questo strano predicatore americano giungesse in Italia soltanto nella sua veste seducente, mentre tutte queste perle di amore ed empatia io le ho estrapolate dai suoi saggi, stanno lì scritte nere su bianco e lo rappresentano tanto quanto la sua strabenedetta conferenza, se non di più. Ha molto senso prendersela con chi si è limitato a tradurre…

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