Gli storpi entreranno per primi

Smettetela di respirare, smettetela di fare quello che state facendo. Prendete la vostra biciclettina scassata, prendete la vostra auto nuova, vecchia, climatizzata, non climatizzata, prendete i vostri piedi e uscite, uscite immediatamente. La libreria, la biblioteca, casa di vostra madre: andateci. Ovunque possiate trovarlo. Gli storpi entreranno per primi di Flannery O’Connor, diomio, Gli storpi entreranno per primi di Flannery O’Connor! Non c’è possibilità di parafrasi. Vi odierete per non averlo letto prima, vi chiederete come facciano gli altri a non sentirsi monchi, non avendolo letto prima. Rovescerete post da adolescenti esaltati nei vostri blog, che imbarazzo, e sarete completamente giustificati.

Un racconto che ti sotterra l’orgoglio. Ti rovista dentro senza pudore e ti restituisce un saldo che potresti essere tu. Senza pietà, si accanisce sui buoni. Perché non esistono buoni.

«La verità ti renderà libero. Ma solo dopo che avrà finito con te». (D. F. Wallace)

Da che pianeta venivi, Flannery.

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11 risposte a “Gli storpi entreranno per primi

  1. [Rassicuro tutti riguardo alla mia salute mentale. Leggetelo, vi dico!]

  2. ahahahahahahah, ma basta!! va bene lo leggerò………….

  3. E va bene, uff, mi hai convinta. In casa non mi entrano più libri, ma farò anche questo acquisto… o magari lo prendo in biblioteca.
    Ti sei follemente innamorata di questa scrittrice, eh? Capita.
    Ma, non ho capito, “Gli storpi entreranno per primi” è un romanzo, o un racconto che fa parte del testo “Tutti i racconti” di cui hai messo l’immagine della copertina?
    Merci.
    (solo che non potrò leggerlo prima di settembre, ora sono alle prese con Ballard e poi ho altri testi in coda che dovrei recensire, tra cui il romanzo di un mio amico).
    Io con che ricambio per questo consiglio? Hai letto La storia di Elsa Morante? E Martin Eden di London? (cito a caso due dei miei romanzi preferiti).
    Buona giornata. 🙂

    • Rita non puoi capire, non riuscivo ad andare avanti da tanto stavo male. A due pagine dalla fine il cuore ha iniziato a pompare sangue a ritmi techno, tremavo. Poi l’ho sbattuto sul tavolo e ho cominciato a camminare come una forsennata per la casa, senza meta, ho preso il telefono e ho fatto l’unica chiamata che potevo fare. Non so da quanto tempo non mi succedeva!

      E’ un racconto, un racconto breve, forse puoi riuscire a leggerlo anche prima di settembre. Lo trovi nella raccolta che ho messo come immagine.

      La storia di Elsa Morante l’ho divorato che ero alle superiori, sempre d’estate (leggo di più), tra l’altro al mare. Preferivo starmene in camera a leggere piuttosto che andare in spiaggia: già allora ero una discreta disadattata. Martin Eden, invece, non l’avevo mai sentito nominare. Provvederò. Anche perché mi fido molto, e abbiamo gusti simili: Il dolce domani di Atom Egoyan è uno dei miei film preferiti 🙂

      • ahahhaha, quando ero adolescente i miei genitori si arrabbiavano con me perché mi portavano al mare ed io passavo le giornate chiusa in camera a leggere.
        Allora se è un racconto lo leggo anche prima, sì.
        Quando sono arrivata alla fine de La storia ho pianto come una disperata. Anche Menzogna e Sortilegio, sempre della Morante, è molto bello.
        Martin Eden è semi-autobiografico. L’ho letto diversi anni fa, quindi non so, magari oggi potrei trovarlo più ingenuo, però allora mi sconvolse.
        Il Dolce Domani, sì, grandissimo film, anche uno dei miei preferiti (ovviamente, avendo rubato il titolo per il blog), ma in genere apprezzo molto Egoyan (visto Exotica ed Il Viaggio di Felicia?).

      • No, quelli non li ho visti. Li aggiungo alla lista delle cose da procurarmi, allora. Non basta una vita, a scoprire tutto quel che c’è di degno di essere scoperto. E vorrebbero pure farci lavorare!

  4. Dunque possiamo dedurre che il veganismo sia conseguenza diretta di una personalità umbratile, schiva e disadattata?
    Rido, faccina.
    G.

    • 😀 😀 😀

      Cribbio, G, non ci avevo mai pensato! Il legame di causalità diretta è evidentissimo. Il che non fa che confermare che diventare vegana sia stata una delle poche cose buone che ho combinato nella vita: ci sarà mica da vantarsi, ad essere adattati.

  5. Chi si adatta… è perduto! 😀
    L’ho ordinato il libro, non ce l’avevano disponibile, dovrebbe arrivare lunedì.
    Di Egoyan a me è piaciuto anche Ararat.
    Infatti, con tutte le cose che abbiamo da scoprire, conoscere, imparare, vorrebbero pure farci lavorare? 😀

  6. prima di partire per le vaccanze ho preso in biblios il secondo volumi dei racconti di flanny ma non l’ho anc letto perc sto leggendo un libro che si intitola meduse di giancarlo pastore che parla di un uomo che altro non fa se non subire i capricci del suo intestino ed è l’unica forma di espress che gli è rimasta, uno scarico liquido nero morchia bitume come scampolo pendaglio del suo pensiero e della sua rintanata & fognaria psicosi ora guardo se c’è quello dei storpi ciao c:

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