Spiando i taurini


Ho scovato un blog di taurini. In un certo senso ci assomigliano. La ‘ggente non nutre particolare simpatia per niuna delle nostre categorie: da una parte i sadici, dall’altra gli estremisti. In mezzo, un’enorme zona grigia che si nutre di morte, ma la morte non la vuol vedere, né sotto forma di filmati rubati ai mattatoi, né sotto forma di rituale codificato.

Ascoltano buona musica, questi taurini, e hanno un ottimo gusto in fatto di cinema. Sospetto che, se non ci fossero di mezzo gli animali, una birra in loro compagnia potrebbe rivelarsi persino piacevole, specie in questo finir d’aprile che ci regala i primi soli. Come sarebbe più facile se non fossero anche loro uomini.

Alcune delle loro pagine sono realmente ispirate. Si percepiscono le dita che battono da sole sulla tastiera, inseguendo qualcosa di più grande. Ed è dura da mandar giù, che quella felice coincidenza di passione e talento si produca anche in loro, innegabilmente si produca anche in loro, e forte, e carica, e travolgente.

Vedono qualcosa nella corrida, e per un istante lo vedi anche tu. La melodia, la sabbia, l’arena, il vestito di luci che da ridicolo si fa elegante, la danza, l’animale che sbuffa, la socialità calda della Spagna. Capisci, forse. Ma manca il toro. Più lo nominano e più s’allontana, tacciono l’agonia del toro. I loro video non la mostrano.

C’è la tecnica perfetta del matador, una stoccata, suerte suprema, e la telecamera che sale, si scansa, riprende solo l’uomo.

E ti vergogni d’aver abboccato, d’aver creduto vero l’imbroglio. Dov’è il toro che caccia fuori la lingua, sei agonie a spettacolo, dove sono le bestie ammazzate male dai noverilli che devono pur imparare a toreare, chissà quante, dove sono i cavalli dei picadores – mai una parola sui cavalli dei picadores, mai.

Anzi, sì, in un’occasione. Lamentano che dagli anni ’30, causa la necessità di non impressionare eccessivamente i turisti, la lidia s’è ammansita e i cavalli non vengono più sventrati dai tori. Per loro è un purtroppo.

Un incantesimo, una malìa, una paralisi dello sguardo li tiene lì, inchiodati. Ad ogni parola in cui lo celebrano, il toro sfugge loro: lo hanno sotterrato.

I taurini non vanno a tori, come si dice nel linguaggio degli aficionados, i taurini vanno a uomini. E la fiesta, la convivialità, la gentilezza semplice, valori d’un mondo antico, mi riempiono di tristezza, perché è una comunione miope, meschina, quella che sgorga dalla pena di un altro.

E tra loro scambiano i loro gamberetti.

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12 risposte a “Spiando i taurini

  1. e a che indirizzo è questo blog?

  2. A Roma si dice: “stai ‘n fissa coi taurini, eh?” 😀
    Nucci sarà un lettore fisso di questo blog, immagino.
    Eddai però il nome lo potevi mettere, non andiamo a trollare, giuro!
    Scherzi a parte (c’è poco da scherzare a dire il vero), complimenti per il tuo articolo, bello come sempre. Credo tu abbia ragione: i toreri un toro non l’hanno mai visto, né tantomeno compreso.
    Un abbraccio.
    P.S.: e comunque, “sadici in ballerine” è bellissimo, un sintagma quanto mai appropriato. 😀

    • Sì, m’è presa ‘sta perversione: di solito le persone non si fanno domande e vogliono continuare a non farsene, non vogliono sapere. Loro sono diversi. E, ahimé, in altri campi hanno gusti e idee che condivido. Per questo non posso lasciargliela passare, un non stupido non è autorizzato a supportare la violenza.

      Certo che Nucci è un assiduo lettore del blog! Dopo questo post mi ha scritto privatamente dicendo di essere diventato vegano e di scusarsi con tutti noi per le sciocchezze che ha proferito sul nostro conto. Per via della sua immagine pubblica presso gli aficionados italiani non può permettersi di fare coming out, ma da oggi mangerà quinoa e zucchine 😀

      Per il nome ti scrivo al tuo indirizzo e-mail, mi sembra proprio di metterli alla gogna sennò!

      Ricambio l’abbraccio e aggiungo un bacio 🙂

      • Grazie per il bacio, che ricambio. 🙂
        Attendo l’indirizzo allora, sotto alcuni aspetti questo blog incuriosisce anche me, soprattutto perché reputo sia importantissimo capire come ragiona la gente, come può nascere una “passione” come quella per la corrida, cosa ci si vede, perché ecc.; anche perché se davvero vogliamo che la gente cambi maniera di pensare, bisogna innanzitutto capire su quali basi si formano certe idee.
        In quanto a Nucci, sarei più propensa a scommettere sulla possibilità di incontrare un alieno appena sbarcato da Marte piuttosto che su un suo ripensamento in merito alla scelta vegana. 😀

  3. Nucci è diventato vegano e si scusa? Credo di più all’esistenza di Dio che a questa conversione. Comunque le scuse vanno fatte pubblicamente visto che le sciocchezze le ha manifestate in pubblico.

  4. grazie per la foto oltre che per l’articolo…e poi i fuori di testa saremmo noi?? 😀

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