Lemmini

Non veder mai la luce
vince ogni confronto,
ma una volta venuti al mondo
tornar subito là onde si giunse
è di gran lunga la miglior sorte.
(Sofocle, Edipo a Colono)


Che gli esseri umani non siano un granché è un fatto noto dall’origine dei tempi ma, a consolarci dalla noia di questa nostra sciagurata condizione, c’è concesso di stupirci ogni volta delle multiformi facce che può assumere cotanta stupidità.
Prendete ad esempio i lemming, o lemmini, piccoli roditori artici che passano per gli animali più imbecilli che camminano sopra la terra: non solo sono erbivori (come i migliori tra gli umani), ma prediligono la solitudine e si incontrano fra di loro quasi esclusivamente per accoppiarsi. Dei geni, in pratica. Perché allora l’opinione comune li ha ridotti a dei poveri scimuniti? È nozione molto diffusa che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni, ma questo è nient’altro che un mito, alimentato fra l’altro dalla Disney, che in una pellicola del 1958, White Wilderness, include una scena ad alto tasso di drammaticità in cui un nutrito gruppo di lemming la fa finita buttandosi da una scogliera. Secondo l’autore del documentario (premiato con l’Oscar e con l’Orso d’Oro del festival di Berlino per la propria categoria nel 1959…), James Algar, la popolazione dei lemming, una volta raggiunto il soprannumero, si unirebbe in una marcia di morte verso il mare, scegliendosi per l’annegamento, a ristabilire la vivibilità di un ambiente soffocato dalla loro eccessiva presenza. Ovviamente i roditori migrano per fame perché ogni picco di natalità segna una drastica diminuzione del cibo disponibile e il viaggio in cui si cimentano risulta mortale per una larga parte di loro, ma alla troupe della Disney questa versione dei fatti parve incredibilmente noiosa, così pensò bene di suicidarli lei: prese un piccolo numero di lemming (che con qualche gioco di montaggio furono convertiti in un gruppo enormemente maggiore) e li trasferì in Canada (dove non ci sono lemming e neppure un mare in cui suicidarsi), quindi li spinse giù da un dirupo e ne filmò la tragica dipartita. La sequenza ebbe un successo tale che anche in italiano si dice “come tanti lemming” per descrivere un comportamento insensato adottato da una massa di individui che si imitano a vicenda.
Orbene, chi dovremmo additare come vero campione di idiozia, i lemming, i tecnici Disney o tutti coloro che hanno contribuito alla fortuna del documentario-panzana? Poiché i primi mi paiono vittime, e i secondi mascalzoni, proporrei di puntare sui terzi. E non mi riferisco soltanto al fatto che si siano bevuti una tale frottola, e a gran sorsoni, quanto alla circostanza ben più grave che abbiano istituito un indebito parallelismo tra demenza e morte volontaria. Anche nel caso la favola del suicidio di massa fosse reale, non solo queste creuturine avrebbero anticipato di un ciclo evolutivo i deliri del VHEMT, ma incarnerebbero, con inusitata coerenza, quella saggezza di Sileno che unanimemente riconosciamo come momento più alto della storia d’Occidente. Perché i greci sì e i lemmini no? Perché Sofocle, Euripide, Teognide, Bacchilide, Erodoto sì e i sorci no? Per non parlare di Schopenhauer, di Shakespeare, di Leopardi! Meglio di loro i lemming, che senza tante storie passerebbero direttamente all’azione. E invece no, questi animali sono stupidi, solo per l’uomo il non esistere deve valere come ventura tra le venture.
Primo Levi, che era un umano molto superiore alla media, sulla leggenda della naturale inclinazione alla morte dei lemming scrisse un ispirato raccontino: Verso Occidente, contenuto nella raccolta Vizio di forma. Protagonisti sono due scienziati che studiano il suicidio dei roditori, spinti «verso occidente» da un istinto irresistibile. Nelle loro indagini, i due ricercatori scoprono che in natura esiste l’istinto di morte, un vero e proprio fattore biologico, cui si contrappone l’istinto di vita, che però i lemming non hanno, «come se più naturale fosse l’istinto di morte». Nel frattempo, apprendono dell’esistenza di una tribù primitiva, gli Arunde, i cui membri cercano molto spesso la morte con l’eutanasia. Grazie ad alcune intricatissime operazioni chimiche, i due studiosi riescono ad isolare il fattore L (Life), un alcool di struttura complessa che manca sia nel sangue dei lemming che in quello degli Arunde. Nessuna differenza sussiste tra gli uomini e gli animali.

Annunci

7 risposte a “Lemmini

  1. Anche Freud parlava del Death Drive.
    Tempo fa lessi un articolo in cui si parlava appunto dell’istinto di vita, o meglio alla sopravvivenza, che tutti avrebbero in misura più o meno accentuata, e di cui quasi sicuramente sarebbero carenti invece i suicidi o coloro con tendenze tali, a prescindere dagli eventi cardine che potrebbero o meno scatenare il gesto. Si tratterebbe quindi di mere componenti biologiche. Ovviamente presenti tanto negli animali, quanto negli uomini (che sono animali anch’essi, infatti, è bene sempre ricordarlo).
    Un saluto. 🙂

    • Ma infatti! E invece pure il male di vivere dev’essere solo appannaggio nostro…che poi eventualmente lo spleen dei lemmini io l’avrei trovato una cosa molto poetica, altro che imbecillità. Ma questi, a furia di sopravvalutare il pollice opponibile – come dice Claudio – , si sono bevuti pure il cervello, ve’. Un bacio 😀

  2. Mica la sapevo ‘sta cosa dei lemming, e nemmeno quella della Disney.
    Ma i bonobo rimangono la specie più evoluta del pianeta.

  3. Ecco… questa faccenda del suicidio di massa dei lemming non mi aveva mai convinto del tutto, ma non sapevo che fosse veramente solo una bufala diventata mito. D’altronde, sarebbe interessante, fosse vera, sbatterla in faccia alle persone che ritengono gli animali capaci solo di azioni meccaniche e senza un reale senso della collettività.

    Purtroppo, ora mi ritrovo con due miei miti diventati un po’ opachi… La bellissima canzone “Lemmings” dei Van der Graaf Generator, e quel vecchio e spassoso videogioco per pc…
    Grazie tante!!! 😛

    • Ahahahah, mi spiace! E comunque grazie a te: non conoscevo questo pezzo dei Van der Graaf Generator! Be’, dato che si tratta di loro direi che lo scivolone glielo perdoniamo più che volentieri…
      Mentre cercavo notizie sui lemming sono incappata anche nel giochino che citi: io però non l’ho mai provato, sono ferma al mitico Alex Kid 😀

      • A proposito di VdGG, il primo bassista, Nik Potter è vegetariano (forse vegano, ma non ne sono sicuro)… E non mi sorprenderi se scoprissi che anche Hammill lo è, ma di questo non so nulla. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...